Non sono passate nemmeno 24 ore dal diluvio che ha posto fine a gara 3 ieri pomeriggio proprio quando stava per cominciare il settimo inning. Diluvio che ha determinato non solo il rompete le righe ma ha deciso la serie, ha deciso la seconda finalista del campionato di A federale, ha deciso la fine del sogno scudetto per un Collecchio che allo scudetto ci credeva. Chi ha vissuto questa serie allo Zinelli sa quanto la pioggia sia stata protagonista in tutte e 3 le sfide, favorendo prima l’una e poi l’altra squadra, in un’altalena che potremmo quasi definire democratica ma che di fatto ha regalato agli umori bizzarri del cielo il titolo di MVP indiscusso della serie.

Diventa difficile a questo punto recriminare contro le nuvole, per quel diluvio cominciato 20 minuti troppo tardi di quello che avrebbe dovuto. Così come maledire il mondiale Under 18 che ha tolto al roster due pedine fondamentali come Flisi e Paolini. Servirebbe ancora meno recriminare per il terzo strikeout su Angrisano nel primo inning non completato dall’arrivo in base del fortissimo catcher di Imola e che ha poi portato ai due punti decisivi di Imola. Oppure alla situazione con uomini di Saccardi sui cuscini di seconda e terza con 0 out, sui due doppi giochi subìti con Kevin Sosa, partente di Imola, che si è ritrovato nei guantoni le palline colpite dalle mazze collecchiesi.

Il baseball ha leggi severe, crudeli e quando ti gira le spalle non c’è niente che si possa fare. Se non rialzare la testa e gonfiare il petto, orgogliosi di quello che si è fatto durante la stagione. E rendere merito ad una squadra avversaria che sembra costruita apposta per sostenere le serie di playoff (avere un trio di partenti come Turrini-Salas-Sosa dà un vantaggio assoluto in una serie di 3 gare) e che, almeno sulla carta, parte da nettamente favorita per vincere lo scudetto contro Castenaso.

Le leggi del baseball diventano poi sentenze se per la prima volta in tutta la stagione capita che si perdono due partite consecutive sul campo amico, se per la prima volta nella stagione l’attacco gioca 14 inning senza segnare punti, se per la prima volta nella stagione la difesa mette insieme la bellezza di 5 errori in una singola partita, se in tutte le 28 gare della stagione regolare non era mai successo di non segnare punti o di subirne 10 in due gare consecutive.

No, questo articolo non è stato concepito per rammaricarsi di quanto successo domenica. Questi dati, snocciolati così, crudi ed eloquenti vogliono servire invece per mettere ancora più in luce quello che Saccardi & Co. sono riusciti a mettere insieme in questa stagione. Una squadra che ha giocato un campionato mostruoso, fatto di 22 vittorie su 28 in un girone che includeva Paternò e Bollate, rispettivamente campioni e vice-campioni 2016, fatto della semifinale dei playoff, fatto della final-four di Coppa Italia che verrà giocata a Bologna nel prossimo weekend.

I numeri nel baseball significano e raccontano tanto, molto di più di quello che una serie di 3 partite possa fare. Ed allora quello che vogliamo ricordare e festeggiare sono tutti i primati che Collecchio ha saputo regalare e regalarsi in questo 2017, non solo quelli relativi alla classifica ovviamente.

Nelle principali statistiche offensive sono ben 7 difatti quelle nei quali Saccardi & co. sono riusciti ad essere migliori di tutte le altre 21 squadre di A Federale: media battuta (.312), slugging (.444), OBP (.409), punti segnati (224), battute valide (292), doppi (65), tripli(25). Giusto per fare un paragone con il recente passato, nel 2016 la squadra guidata da Ceccaroli non vinse in nessuna di queste statistiche.  Il dato più significativo forse è il fatto che nelle statistiche individuali nessun giocatore (a parte Flisi nei punti segnati) ha vinto la relativa classifica e soltanto Astorri è salito sul podio due volte nelle battute valide e nei punti battuti a casa. Sintomo di squadra completa, dove tutti hanno saputo dare un contributo importante, senza mai diventare troppo dipendenti dalle valide di un singolo giocatore.

Anche la difesa è risultata essere la migliore di tutta la A federale. La fld% di .975 ed i soli 25 errori di tutta la stagione regolare raccontano di una squadra attenta, ben allenata e pronta ad affrontare ogni situazione. I 5 errori di gara 2, tutti concentrati tra l’altro nel secondo inning, fanno ancora più specie se rapportati a quanto visto da aprile a luglio.

Anche il monte di lancio ha dati impressionanti: primi per ERA (2.74), primi per strikeout (312, con Yepez mattatore con i suoi 179K), secondi per basi ball concesse (71).

In generale Saccardi ha saputo creare un mix vincente tra il talento della gioventù e quello del nucleo di giocatori esperti che era già presente l’anno scorso. La chiamata ai mondiali Under 18 giocati da titolari di Flisi e Paolini, la media battuta oltre i .400 di Astorri, le giocate difensive di Valenti e dello stesso Paolini ne sono la dimostrazione se associati al peso che hanno saputo portare al piatto i vari Zanichelli, Fanfoni e compagni. Yepez ha confermato ancora una volta di essere un pitcher dominante a questi livelli, ed il nucleo di lanciatori italiani guidato da Giovanelli e formato dai vari Dallaturca, Corsaro, Acerbi e Moretti ha saputo seguire e supportare la squadra nel suo percorso di crescita.

Se qualcosa forse può essere mancato a questa squadra per poter affrontare ancora meglio i playoff è stata l’assenza in squadra di un terzo partente, di quel lanciatore che avrebbe potuto fare quella differenza che il trio Turrini-Salas Sosa sono riusciti a fare per Imola. Tutto il resto sarebbero parole al vento ed a nostro parere ribadiamo quanto nulla si possa dire a questi ragazzi, nulla si possa imputare a Saccardi che ha dovuto affrontare una sfida troppo condizionata dalle condizioni atmosferiche e del campo di gioco.

E comunque, dicevamo, c’è ancora una Coppa Italia da giocare, da aggredire e da provare a portare a casa.

 

 

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