Lo stato maggiore del 1949 Parma baseball e dello sponsor Pamaclima hanno ufficializzato sabato scorso in conferenza stampa il rinnovo del contratto dell’interbase Charlie Mirabal per la stagione 2018, con opzione per quella successiva e il prolungamento dell’accordo di sponsorizzazione dello stesso main partner per le prossime due annate agonistiche. Particolare che riteniamo, con tutta la stima nei confronti di uno straordinario professionista come Mirabal, di gran lunga più importante, perché permette alla società di programmare con maggior tranquillità l’immediato futuro. Senza dimenticare poi che la conferma dell’interbase va considerata puramente formale, anche perché al momento attuale non è dato sapere quanti stranieri saranno tesserabili nel 2018 e, soprattutto, non si può prevedere quali opportunità sul mercato straniero potranno presentarsi nel corso dell’inverno. Tuttavia è innegabile che il rinnovo dell’accordo con Mirabal rappresenti un chiaro segnale della serietà con la quale il club è intenzionato a costruire l’ossatura del Parma del futuro. Che sarà al 99% affidato alle mani di Gianguido Poma e che potrà contare, anche qui si tratta di una (non) notizia dell’ultima ora, anche su Stefano Desimoni che ha trovato nelle scorse settimane un accordo di massima con il presidente e ha dato la sua disponibilità anche a partire eventualmente dalla panchina. Mentre pare, secondo i ben informati, vicina anche la decisione di capitan Zileri di proseguire l’attività da giocatore per un’altra stagione dopo i numeri positivi del 2017, il consiglio è al lavoro su due fronti. Da un lato per dare un assetto più solido alla società e dall’altro per mettere a disposizione del successore di Gilberto Gerali la squadra più competitiva possibile al fine di perseguire gli ambiziosi obiettivi fissati insieme ad uno sponsor che si sta dimostrando sempre più affezionato e coinvolto nelle vicende del club. Dal punto di vista societario la novità più rilevante è costituita dal ritorno in pompa magna nella sala dei bottoni di Massimo Fochi, già collaboratore del presidente e prossimo a rivestire l’incarico di direttore sportivo (o General Manager). Al di là della dicitura ufficiale, si tratta di una presenza che garantirà alla società grande credibilità sia nel rapporto con i propri giocatori che in sede di mercato, dove la personalità e l’esperienza di un dirigente di questo livello potrebbe risultare determinante. Questo ritorno potrebbe significare che è arrivato il momento dei saluti, almeno per quanto riguarda il ruolo ricoperto fino ad oggi, da parte di Maurizio Renaud. L’attuale direttore sportivo paga scelte, non solo sue, che hanno condizionato negativamente le ultime stagioni, in particolar modo in materia di giocatori extracomunitari. Un ultimo posto e due quinti posti nelle ultime tre stagioni sono un bilancio che ovviamente non soddisfa la società, anche se sarebbe sbagliato e fuori luogo imputarli interamente al direttore sportivo, che ha sicuramente sbagliato, in collaborazione con altri, alcune scelte, ma alla fine dei conti non scendeva certo in campo. Tuttavia nello sport spesso succede che a pagare finisce per essere chi la squadra è deputato a costruirla.

Dall’altro lato, quello relativo al roster, le novità verranno comunicate ovviamente dopo l’insediamento del nuovo tecnico, tuttavia le operazioni sono ad uno stato decisamente avanzato. Ormai non è un segreto per nessuno che il cavallo di battaglia della campagna di rafforzamento invernale sarà Alex Sambucci, ormai vicinissimo a tornare a vestire la casacca della squadra che lo ha lanciato nel grande baseball e nella città che lo ha adottato ormai da otto anni. Dopo tre stagioni strepitose a Bologna, con la conquista di scudetto e Coppa Italia, il prima base rappresenterebbe un rinforzo di fondamentale importanza per il cuore del line-up. Allo stato attuale è invece molto poco probabile che torni all’ovile Sebastiano Poma. Ma le speranze del club di far cambiare idea al giocatore non sono tramontate definitivamente. Un altro ritorno che farebbe felicissimi i tifosi potrebbe invece essere quello di Osman Marval. Ma in questo caso molto dipenderà dalla formula del nuovo campionato e conseguentemente da quanti giocatori stranieri saranno tesserabili. Anche in considerazione del fatto che in roster Parma ha già, al momento, due ricevitori di ruolo. E presto se ne aggiungerà probabilmente un terzo. Il giovane Cesare Astori, che ha fatto sfracelli in A federale a Collecchio, dovrebbe essere inserito in squadra, concorrenza permettendo. Insieme a lui, sempre da Collecchio, dovrebbe arrivare anche l’interno Filippo Valenti, mentre parecchi dubbi permangono sull’arrivo di Riccardo Flisi. Capitolo partenze: per quanto riguarda i lanciatori italiani, Alessandro Petraia, sicuramente non farà più parte del gruppo, così come Luca Scalera potrebbe salutare i suoi compagni interni e Alessandro Deotto pare avere alcune offerte da società di IBL e valuterà insieme alla società se restare a giocarsi il posto nel Parmaclima o cercare fortuna altrove. Confermati Rivera, Santana, Pomponi e Censi, quasi certamente il pitching staff verrà integrato con almeno un altro lanciatore di prospettiva. Chiaro che tutti questi ragionamenti potrebbero poi venire completamente stravolti nel corso della sessione di mercato, in base alle situazioni che si presenteranno di volta in volta. Resta comunque chiaro un concetto fondamentale: la società ha intenzioni assolutamente serie ed è fortemente motivata a costruire una squadra più competitiva di quella vista nel 2017, che allo stesso tempo rappresenti una garanzia anche in prospettiva futura.

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