Da circa un mese il Parmaclima ha ripreso gli allenamenti in vista della nuova stagione, agli ordini del nuovo manager Gianguido Poma. Per il tecnico parmigiano, dopo i successi alla guida della nazionale juniores, le esperienze da manager nelle serie inferiori e diverse stagioni da coach in IBL, quella che inizierà ad aprile sarà la prima avventura da condottiero di un club blasonato e prestigioso, un po’ il coronamento della carriera e la realizzazione di un sogno.

“Mi sento pronto – esordisce nella chiacchierata telefonica- anche perché ormai erano diversi anni che facevo parte dello staff, perciò conosco tutte le dinamiche che caratterizzano il gruppo e la società, perciò non è un passaggio traumatico.”

Per quanto riguarda le aspettative in vista della sua prima stagione al timone del Parmaclima, l’ex interbase della World Vision, spiega che “vanno di pari passo con quelle della società. Vogliamo proseguire il discorso di crescita avviato qualche anno fa, cercando ogni stagione di aggiungere qualche mattone alla casa che ci stiamo costruendo.”

La presenza di uno sponsor importante come Parmaclima, con un proprietario appassionato e affezionato alla squadra hanno permesso alla società di condurre una campagna acquisti importante, riportando a Parma Sambuci e Poma e inserendo in roster un giovane di prospettiva come l’italo-venezuelano Paolini. Mancano però ancora all’appello i nomi dei giocatori stranieri e comunitari, quali saranno le prossime mosse? “ Sicuramente i tre stranieri saranno due lanciatori e un ricevitore, che provengono da paesi del sudamerica. E’ ormai definito l’ingaggio di un giovane interno italo-americano, visto che Scalera ha deciso di abbandonare l’attività, poi dovremo per forza rinforzare il monte di lancio con un paio di lanciatori comunitari, perché Censi a causa di un infortunio dovrà essere operato e salterà la stagioe, Petralia si è trasferito a Modena e, oltretutto, i nuovi regolamenti hanno permesso ad un po’ tutte le squadre di rinforzare e allungare i line-up, di conseguenza i lanciatori saranno molto più sotto pressione rispetto all’anno scorso.”

Sempre a proposito di giocatori di doppio passaporto o comunitari, anche in questa stagione, Parma, salvo le eccezioni necessarie, ha deciso di continuare ad investire sul materiale umano del proprio territorio:

“La nostra prioritrà è quella di portare avanti le nostre idee, indipendentmente da ciò che fanno gli altri. A Parma ci sono tante società che lavorano bene e quindi cerchiamo nel limite del possibile di attingere da questo bacino importante e investire su ragazzi italiani e possibilmente parmigiani, anche magari rischiando qualcosa. Chiaramente in alcuni settori non è sempre possibile, come nel caso dei lanciatori e quindi dobbiamo andarli a cercare fuori.”

Nel 2018 Gianguido si troverà ad allenare suo figlio Sebastiano, anche se “non è la prima volta, perché già capitato sia allo Junior in IBL2 che in nazionale Juniores. Ma non sarà un problema, perché quando c’è serenità nei rapporti e rispetto dei ruoli, la situazione è facilmente gestibile. Sebastiano verrà trattato assolutaente come gli altri, anche se è innegabile che su di lui le aspettative siano alte. Ma non credo subirà la pressione.”

Parlando di giocatori importanti, il capitano Leonardo Zileri non ha ancora ufficializzato se intende proseguire ancora la carriera di giocatore o meno, ma il nuovo manager è ottimista: “Lo scorso anno ha fatto molto bene, credo sia ancora in grado sia dal punto di vista fisico che tecnico di dare un contributo importante. So che ultimamente è stato molto impegnato in aspetti extra baseball e si è preso un po’ di tempo per decidere, ma penso e spero che alla fine possa far parte del gruppo.”

Chi alla fine ci sarà sicuramente sarà Desimoni, particolarmente motivato a riscattare la peggior stagione della sua carriera: “Sono convinto che tornerà sui suoi livelli. Lo scorso anno è stato condizionato sia dal punto di vista della disponibilità che dell’approccio mentale, da tanti impegni fuori dal baseball, ma ora lo vedo molto sereno e determinato. “

Zileri due anni fa, Desimoni lo scorso anno, Poma e Sambucci quest’anno: dopo alcune stagioni difficili Parma ha rimesso le cose a posto. “I ritorni di questi giocatori fanno parte del programma che ci eravamo prefissati qualche anno fa quando per i noti problemi societari eravamo stati costretti a farli partire. Ora stiamo stabilizzando società e squadra e oltretutto reinseriamo giocatori che nel frattempo hanno acquisito un baglio di esperienza importante. Spesso mi chiedo quanto avremmo potuto vincere, senza spendere cifre folli, se fossimo riusciti a tenerli tutti negli anni passati…”

Le possibilità offerte dai nuovi regolamenti hanno partorito una campagna acquisti scoppiettante per molte squadre. In attesa degli ultimi stranieri, la sensazione è che almeno cinque squadre su otto potrebbero ambire al titolo: “Sarà sicuramente un campionato molto equilibrato. Con due sole partite e parecchie soste sarà difficile prendere il ritmo. Credo poi che anche squadre come Padova e Padule potranno vincere qualche partita in più, inoltre il fatto che, come pare, le due partite saranno aperte all’utilizzo indifferente di lanciatori italiani o stranieri, renderà il tutto ancora più imprevedibile.”

La società ha deciso di confermare interamente lo staff tecnico dello scorso anno, nonostante la stagione negativa, una dimostrazione di fiducia:

“Innanzitutto va fatto un discorso più ampio- spiega Poma – lo scorso anno avevamo il settimo budget dell’IBL e siamo arrivati quinti. Per due mesi, tra infortuni e indisponibilità abbiamo sempre avuto i giocatori contati, senza quindi poter fare scelte in base al rendimento e alle condizioni dei singoli. Inoltre gli stranieri non ci hanno fornito il contributo che era lecito attendersi. Due li abbiamo dovuti sostituire addirittura. Quindi chiaramente con queste situazioni la gestione della squadra non era facile. Credo che i tecnici potessero fare ben poco.”

Intanto la preparazione prosegue in modo “positivo. Quest’anno abbiamo attrezzato gli ambienti dello stadio e riusciamo ad allenarci sempre li, senza dover andare in via Parigi e questo è un vantaggio. Qualche problema lo avremo più avanti, perché con la nazionale in Sicilia fino al 18 marzo e la Coppa Italia al via il 31, avremo a disposizione un solo week-end per fare qualche amichevole. Ma d’altronde è un problema che avranno tutti, pertanto non ne facciamo un dramma e pensiamo a lavorare bene come stiamo facendo, per essere competitivi in campionato.”

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