Si dice che gli attacchi fanno vincere le partite e il monte di lancio e la difesa…beh, fermiamoci qui..

Lungi da lasciarci trascinare in voli pindarici, non possiamo esimerci dal sottolineare la crescita esponenziale della squadra di Poma nelle ultime settimane. Dopo le quattro sconfitte consecutive contro Rimini e Bologna nel girone di andata, il Parmaclima ha inanellato una serie di sette vittorie e una sola sconfitta, quella subita sabato scorso in casa contro il Città di Nettuno, sulla quale apriremo poi una piccola parentesi. Tra il successo del giorno precedente sui tirrenici e quello ottenuto ieri sera contro il Rimini c’è un filo conduttore che si chiama Personalità. Al di là degli indiscutibili valori tecnici e delle imprese individuali (Casanova sul monte, Mirabal, Koutsoyanopoulos e Desimoni nel box contro il Nettuno, ancora Casanova e soprattutto Lugo sul monte, Mirabal nel box contro il Rimini), a svettare sopra tutto il resto è l’atteggiamento, l’approccio, la forza mentale di una squadra che passo dopo passo si sta velocemente avvicinando alle due, fino ad oggi, migliori esponenti del campionato.

Contro il Nettuno la partita non era praticamente mai stata in discussione, troppo ampio, in quella partita, il divario tra le due squadre. Casanova per sette riprese ha assolutamente dominato i battitori tirrenici, con 11 strike-out e solo quattro valide,Lugo ha poi messo in cassaforte la vittoria con quattro Kappa negli ultimi due inning. In attacco sono bastati due inning, il primo, con le segnature di Desimoni su lancio pazzo e di Koutsoyanopoulos per errore del catcher su azione di “pesta e corri” e il quinto, caratterizzato dal triplo con il quale il “greco” ha spinto a casa sempre Desimoni, dopo il suo secondo dei quattro singoli della serata e dalla volata di sacrificio eseguita poco dopo da Charlie Mirabal. Ieri sera Parma è piaciuta perché dopo aver subito il punto del vantaggio riminese, segnato dall’ex Garbella sul doppio di Romero al primo inning, non si è lasciata intimorire e ha ripreso a giocare con sicurezza. Casanova ha gestito con intelligenza i turni in battuta di un line-up davvero molto temibile, non puntando allo strike-out a tutti i costi, ma facendo lavorare, bene, una difesa che sta acquisendo una consapevolezza dei suoi mezzi degna di una grande squadra. Lo stesso lanciatore ha dimostrato personalità anche nel rimediare immediatamente ad uno dei rarissimi errori difensivi. Al secondo inning, subito dopo l’errore con il quale Paolini ha permesso a Batista di arrivare salvo in seconda sul tentativo di rubata perfettamente intuito dal ricevitore Morejon, ha lasciato al piatto Zappone e LLewellyn. Così al terzo, inevitabilmente, sono arrivati anche i punti del sorpasso. Perché quando si gioca bene, con personalità, con sicurezza, poi arrivano anche le battute decisive. Anche con due out. La valida che ha in sostanza deciso l’incontro l’ha trovata Mirabal, che ha scavalcato l’esterno centro Celli con un bel doppio, spingendo a casa Poma e Paolini. Poi ha segnato su lancio pazzo. Ma il Parmaclima è piaciuto anche, soprattutto, nella seconda parte di gara, dopo che Rimini si è rifatto sotto al quarto, segnando il 3-1 con Ustariz sul doppio a sinistra di Batista. Casanova è sceso al sesto, Lugo ha preso in mano la pallina e cominciato a bombardare i battitori riminesi, impotenti di fronte alle sue traiettorie: “Kappa-Kappa-Kappa”, alla fine saranno sei, sui nove out a disposizione, più il doppio gioco con il quale ha chiuso la partita al nono.

Una partita che Parma ha dovuto giocare senza Desimoni, squalificato per l’incomprensibile espulsione decretata dall’arbitro De Notta nel secondo incontro con Nettuno e ha rischiato di giocarla pure senza Zileri, infortunatosi a una mano durante la settimana, ma stoicamente in campo.

Proprio loro due, insieme a Sambucci, sono stati protagonisti, appunto, di un espisodio che ha dell’incredibile. Al settimo inning, in occasione di un arrivo in prima del numero 48, ostacolato in corsia da un giocatore nettunese e poi eliminato nettamente, il lanciatore Frias si è lasciato andare ad un gesto plateale, scagliando con rabbia la pallina esultante. Allora il mancino del Parma ha cercato di catturare l’attenzione dell’arbitro che ha palesemente cercato lo scontro fisico e lo ha espulso. Mentre Desimoni si dirigeva nel dug-out altri giocatori del Parma sono corsi verso l’arbitro per protestare. I più decisi erano Zileri e Sambucci ai quali, pare, almeno secondo le voci di corridoio post partita, il signor De Notta abbia rivolto frasi palesemente minacciose. Questo l’episodio verso il quale dovrebbe posarsi l’attenzione di chi è deputato a vigilare sull’operato degli arbitri. Ma la sconfitta in gara-2 del Parma è stata assolutamente meritata, così come ha assolutamente meritato di vincere Nettuno. E qui apriamo la parentesi di cui parlavamo all’inizio dell’articolo: il Parmaclima è sceso in campo stranamente nervoso e quasi senza grinta, almeno questa era l’impressione dagli spalti. Sembrava quasi che, visti gli ultimi risultati, la vittoria fosse scontata. Infatti ben presto, vuoi per la serata negativa del partente Garcia, vuoi per qualche espisodio “girato male”, la squadra di Poma si è spenta. Forse, e sottoliniamo, forse, una motivazione, inconscia, c’era. Scorrendo il roster presentato agli arbitri balzava agli occhi il nome di Mirco Caradonna, recentemente tornato alla corte della squadra di Trinci. Fin qui tutto normale. Pare però, secondo le informazioni in nostro possesso, che il tesseramento del giocatore sia stato fatto il giorno 10 di giugno, quindi oltre il termine del 3, stabilito dal regolamento. Nella gara nella quale il giocatore è stato impiegato Parma ha vinto, nella successiva era comunque a roster. La dirigenza del Parma non ha fatto riserva scritta, così come, non ci risulta per ora l’abbia fatta il San Marino, squadra contro la quale ieri sera Caradonna è stato schierato. Abbiamo preso un abbaglio noi e il tesseramento è regolare, oppure Parma e San Marino hanno sbagliato a lasciar correre? Vedremo, certo è che in caso di ricorso, accolto, il Nettuno potrebbe perdere a tavolino in modo retroattivo tutte le partite vinte in precedenza con il giocatore in campo (o anche a roster?) e questo stravolgerebbe la classifica….

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