Affrontare la Fortitudo Bologna, capolista con una sola sconfitta in tutto il campionato, è già di per se un’avventura particolarmente ostica, doverlo poi fare senza i due lanciatori stranieri (Casanova e Garcia), impegnati con la propria nazionale, senza il proprio miglior closer (Lugo), che ha appena firmato un contratto con un’organizzazione professionistica e con l’eventuale terzo partente, Eduard Pirvu, reduce da 160 lanci  nella giornata di martedì con la casacca della Romania e rientrato in Italia nella serata di giovedì, appare davvero un’impresa titanica. Quando stasera Parma e Bologna saranno schierate lungo le linee di foul per l’inno nazionale, i seggiolini blu dello stadio “Cavalli” saranno per la maggior parte occupati non solo dai tanti appassionati parmigiani, ma anche dai giocatori e dalle giocatrici delle squadre giovanili che in questi giorni sono impegnati nel torneo “Due Torri”, insieme a tanti loro tecnici, dirigenti e genitori. La squadra di Poma ha già assaggiato il clima e l’entusiasmo che si respira all’interno del centro sportivo nei giorni scorsi, quando l’allenamento serale era seguito con grande interesse da un buon numero di giovani futuri campioni, molti dei quali si sono avvicinati al campo in cerca di autografi e gadget. Tutto questo preambolo per spiegare che a volte, al di là dei valori tecnici, le motivazioni che un giocatore o una squadra ha dentro di se possono risultare talmente forti da superare le indiscutibili difficoltà date da un avversario sulla carta più forte. E Parma, questa sera, ma sarà così anche nei play-off, ne avrà tantissime. La carica che può trasmettere uno stadio (quasi) colmo è indescrivibile e sarebe bello che questa sera il Cavalli fosse un’autentica bolgia. Non tiferanno, ovviamente, tutti per il Parma i ragazzini che saranno sugli spalti (ci sono tra l’altro anche le squadre giovanili della Fortitudo), ma è chiaro che la simpatia che suscita la squadra della città che ospita sia indiscutibile. Sarebbe bello però anche che tutto l’ambiente del baseball di Parma questa sera spingesse la propria squadra verso un’impresa che avrebbe dell’eroico. Per quello che hanno fatto durante la stagione, per l’impegno e l’attaccamento che hanno dimostrato, questi ragazzi si meritano una città che giochi con loro. Questa sera il loro miglior rilievo dovremo essere noi, con la nostra voce, il nostro battito di mani ritmato, il nostro calore, la nostra parmigianità. Perché quando un obiettivo è impossibile da raggiungere, è ancora più bello riuscirci. Partirà Michele Pomponi sul monte di lancio, poi, a seconda delle necessità, tutti gli altri. Ci sarà anche Desimoni, che sta recuperando dall’infortunio al polso e che la settimana di Harlem ha mostrato ancora in ritardo, ci sarà Zileri come designato, con “il greco” Koutsoyanopoulos esterno destro, ci sarà Deotto dietro il piatto, con Scalera in terza. Dietro, però, ci sarà tutta Parma.

Dopo le due sfide con Bologna, Parma affronterà (stavolta con Casanova e Garcia) Padule e Nettuno Baseball City. Potrebbe bastare vincerne due, ma siamo sicuri che le vittorie saranno di più, poi ci saranno i Play-off e verosimilmente la serie di semifinale, l’ennesima, contro il Rimini. La scorsa settimana abbiamo scritto che il campionato del Parma finisce li. Perché, anche se un solo giocatore non rappresenterà mai un’intera squadra, nel Parma di quest’anno un lanciatore come Lugo era fondamentale, come Grifantini nel 2010 per fare un esempio. E la logica, soprattutto di fronte ad un avversario (Rimini o Bologna che sia) sulla carta più forte, vuole che sia così. Poi però, subentrano altri fattori. Le famose motivazioni, appunto. Parma diverse volte in passato ci ha abituato a sorprese di questo genere. A pronostici sovvertiti in mo0do clamoroso, grazie al carattere e alla voglia di vincere. Che poi pare che anche a Rimini non tutto fili per il verso giusto. Quindi non si sa mai…

La società non poteva farci nulla: non poteva certamente opporsi alla partenza di Lugo, ci mancherebbe, non poteva nemmeno pensare ad una sostituzione con un lanciatore italiano o comunitario, perché nella riunione delle società di quest’inverno era stato stabilito che il tesseramento di tali giocatori sarebbe stato possibile solo fino al 30 giugno. Giusto, per evitare che nelle ultime partite un campionato potesse essere falsato dall’arrivo incontrastato di nuovi giocatori. Purtroppo questa volta ci ha preso male Parma ed è un peccato perché la squadra avrebbe meritato un supporto dalla società, peccato perché proprio la volontà della società sarebbe stata quella di non far passare il concetto di resa. Perché a livello psicologico è importante che i giocatori scendano in campo coscienti che tutte le componenti ci credono ancora. Noi ci crediamo e questa sera giochiamo con loro.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome