La voce girava già con insistenza da venerdì sera tra gli addetti ai lavori, poche ore fa la società 1949 Parma baseball Club ha ufficializzato, per bocca del suo direttore sportivo Maurizio Renaud ciò che ormai era inevitabile, visti gli ultimi accadimenti. Da questo pomeriggio il lanciatore Edwuard Pirvu non è più un giocatore del Parmaclima ed è già ripartito verso il suo paese.

Una decisione sofferta, quella presa dalla società dopo lunghi ragionamenti che hanno coinvolto anche lo staff tecnico e la squadra, vista la particolare situazione nella quale si è venuto a trovare lo staff di lanciatori. Questi i fatti che hanno reso inevitabile il “taglio” del lanciatore: già in occasione della trasferta a San Marino del 29 giugno Pirvu si era reso protagonista di una discussione prima della partenza e senza autorizzazione ha abbandonato il pullman e fatto ritorno alla sua abitazione senza seguire i compagni per l’importante sfida sotto il Titano. Dopo la doppia sfida con la squadra di Chiarini il giocatore aveva chiesto scusa alla società, ai compagni e all’allenatore ed era stato perdonato. In seguito Pirvu ha più volte chiesto di poter raggiungere la sua nazionale nella poule C dell’Europeo, ma la società ha sempre negato il permesso in quanto la sua presenza nello scorso fine settimana sarebbe stata fondamentale. Alla fine, grazie anche ai rapporti con il manager della nazionale romena Andrea D’Auria, al giocatore è stato permesso di recarsi in Romania a patto di rientrare entro il giovedì e con la promessa che sarebbe stato utilizzato per un ridotto numero di lanci solo nella partita di lunedì. Promessa disattesa in quanto Pirvu ha effettuato la bellezza di 160 lanci. Giovedì ha regolarmente preso l’aereo che lo ha riportato in Italia, ma una volta a Milano è stato raggiunto da una telefonata del presidente della federazione romena che lo implorava di tornare in Ukraina per l’ultima partita. Senza avvertire prima la società il giocatore ha preso il primo aereo per tornare da dove era arrivato. A quel punto il vaso era colmo e a nulla sono valse le giustificazioni del giocatore che, rientrato in città ieri nella tarda mattinata ha incontrato oggi i vertici della società che sono stati irremovibili nella decisione di allontanarlo dalla squadra per motivi disciplinari. Una decisione inevitabile anche per dare un preciso segnale a tutto l’ambiente: determinati comportamenti a Parma non sono più tollerati. Meglio, eventualmente, rischiare di perdere un campionato ma costruirsi un futuro solido anche attraverso la disciplina e la credibilità della società, che tollerare atteggiamenti contrari allo spirito di squadra, con il fondato pericolo che altri possano sentirsi in futuro autorizzati a comportarsi allo stesso modo, giovani in primis.

A partire da sabato pomeriggio, quando al “Cavalli” arriverà il Padule, Poma e i suoi collaboratori avranno a disposizione cinque lanciatori: i cubani Casanova e Garcia, il giovane Pomponi, Rivera e Escalona. Dovrebbe essere sufficiente a raggiungere i Play-off, successivamente, con partite in tempi ravvicinati, si vedrà

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