Tutta l’Italia del baseball attende impaziente il parto della nuova serie A1, mentre società e federazione continuano la loro battaglia per formula e regolamenti. Per ora è tutto fermo, saltata anche la riunione prevista per l’inizio di dicembre organizzata dalla Fortitudo Bologna, in quanto la richiesta dei dirigenti bolognesi di prevedere l’utilizzo dei lanciatori AFI per sole cinque/sei riprese in uno dei due incontri ha trovato ferma opposizione. Le proposte del sodalizio campione d’Italia, pare non si fermassero qui. Assodata l’obbligatorietà dei quattro AFI in campo, la Fortitudo chiedeva, vista la situazione, di mantenere inalterato il format di questa stagione per due anni (quindi 8 squadre, stesso numero di visti), ma con tre partite a settimana. Si vedrà. Per ora, come detto, tutto in alto mare. La situazione delle nettunesi (potrebbero essere addirittura 3), l’incertezza relativa a Padova e Padule e la rinuncia certa dell’Imola, inducono a ritenere quantomeno improbabile l’allargamento a dodici squadre, con buona pace dei sostenitori dei due gironi. La posizione della società ducale, che giustamente non si è esposta platealmente a differenza di altre, è comunque chiara: appoggio all’obbligo dei quattro AFI in campo, richiesta delle tre partite se resteranno 8 squadre. Ciò su cui Parma è d’accordo con Bologna è l’organizzazione del torneo di qualificazione olimpica previsto per settembre 2019. Le due società si sono candidate ad ospitarla, la federazione si pronuncerà il 4 dicembre e ad oggi tra i dirigenti emiliani circola un sentimento di grande ottimismo. Per Parma sarebbe la grande occasione per tornare ad affacciarsi sulla ribalta internazionale ospitando un avvenimento di grande rilevanza. La struttura organizzativa è di assoluto livello. Chiaro che l’assegnazione dell’ìorganizzazione della qualificazione olimpica escluderebbe l’altro evento al quale la società di Meli e Zbogar aveva pensato: un torneo internazionale per club in preparazione al campionato. Anche perché la massima serie, almeno questo si sa, prenderà il via nell’ultimo week-end di marzo.

Per quanto riguarda la costruzione della squadra per la nuova stagione, Renaud e Fochi sono chiaramente al lavoro, anche se l’incertezza sulle nuove regole, impedisce o per lo meno ha impedito a lungo, di chiudere le trattative. In realtà Parma non deve fare molto: confermato Mirabal non appena si è avuta la certezza che i visti saranno tre e non due e accantonata la pista che portava ad una trattativa con Alessandro Vaglio, la dirigenza ducale spera di poter avere ancora a disposizione il formidabile lanciatore Casanova che ovviamente è la prima scelta e attende buone notizie sullo stato di forma del ricevitore Morejon. Se il catcher cubano avrà pienamente recuperato è confermatissimo, altrimenti si cercherà qualcosa di diverso. Possibilmente, in quel caso, con la dinamite nella mazza. Proprio sulla ricerca di un forte battitore è concentrata metà della campagna rafforzamenti. L’altra metà vede sotto i riflettori il reparto dei lanciatori AFI: con Rivera e Pomponi confermati, la dirigenza aveva contattato Diego Fabiani, in uscita dal Padova. Il giocatore sembrava disposto ad accettare la proposta ed è venuto a Parma per un week-end. All’improvviso però sembra che il Castenaso abbia formulato una proposta più interessante e il lanciatore si è rimangiato la parola. A giorni è atteso l’annuncio. A questo punto non restano molte altre possibilità, visto che sul mercato i nomi di lanciatori AFI pronti sono veramente pochi. E’ aperta la strada che porta ad un ingaggio di un nome di primissimo piano, ma prima di accelerare la trattativa la società vuole valutare bene l’ìoperazione dal punto di vista economico, fedele com’è alla politica dei piccoli passi, senza follie. Per il resto la rosa che ben si è comportata lo scorso anno non subirà particolari modifiche. Martedì Stefano Desimoni si è sottoposto ad intervento chirurgico al polso infortunato nella parte finale della scorsa stagione. L’operazione è andata secondo programmi e la società confida di averlo regolarmente a disposizione prima dell’inizio della stagione. Per questo non verrà integrata la rosa degli esterni che al momento comprende, oltre al mancino ex azzurro, Poma, Zileri, Flisi e Koutsoyanopoulos. Sarebbe controproducente portare in squadra un giovane per poi risistemarlo in panchina per gran parte del campionato. Confermati tutti i componenti del roster 2018, italiani e comunitari, potrebbe al limite essere aggiunto un utility, un giocatore in grado di ricoprire più ruoli, consapevole anche di poter stare in panchina. Ma trovarlo non è facile.

Una cosa è certa: con le regole che sembra verranno approvate, Parma sarebbe di gran lunga la più grande favorita per il titolo. E’ bene che se ne prenda coscienza da subito, onde evitare pericolosi fraintendimenti nel corso della stagione. Come a dire che, a differenza dello scorso anno, quando venne giustamente salutato come un risultato straordinario, qualsiasi risultato inferiore al raggiungimento della finale scudetto, andrebbe ritenuto un fallimento. A buon intenditor…

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