Mentre le “grandi” si combattono decine di giocatori comunitari o extracomunitari a colpi di decine di migliaia di euro, il Parmaclima tira dritto sulla strada tracciata da anni, seguendo la propria filosofia, improntata all’acquisizione e valorizzazione di talenti “nostrani”, possibilmente giovani, con un probabile luminoso avvenire davanti a se, pur con già diverse stagioni di esperienza a livello nazionale e internazionale.

Una politica che, lo si è visto nel recente passato, è destinata a portare buoni frutti. Il nome del giorno è quello della giovane stella nettunese Mattia Mercuri, classe 1994, interbase della nazionale azzurra, che il Parma ha ingaggiato battendo la concorrenza della Fortitudo Bologna.

E anche questo è un altro, importantissimo segnale. Innanzitutto, ma già si era intuito, perché mostra agli occhi dell’ambiente quanto sia cresciuta la credibilità del club ducale negli ultimi anni: mentre prima, con la vecchia società, i giocatori facevano a gara per lasciare Parma, ora diversi tra i maggiori talenti del panorama nazionale bussano alla porta della società del presidente Zbogar, di Meli e Renaud e del manager Poma.

Se anche Mattia Mercuri, ingaggiato con una trattativa lampo, con la formula del prestito gratuito per due stagioni (poi si vedrà, fanno sapere dall’entourage del Parmaclima), sfruttando i buoni rapporti con il Nettuno 1945 (che Parma giustamente ringrazia nel suo comunicato stampa, con un’eleganza che ad altri club sinceramente manca), un motivo ci deve essere per forza.

Mattia arriva a Parma con un bagaglio di esperienza importante, maturato nel corso della trafila nel settore giovanile più rinomato d’Italia, durante il quale ha collezionato anche alcuni titoli italiani e durante le ultime stagioni in prima squadra, che gli sono valse la presenza in pianta stabile nel giro azzurro, già dal 2016. Interno duttile, principalmente interbase, ma utilizzabile anche in seconda e terza base. Inizialmente sarà il back-up di Mirabal, ma pronto a lottarsi il posto anche con Luca Scalera.

Con lo spostamento in pianta stabile di Koutsoyanopoulos in campo esterno e l’ingaggio, appunto, di Mercuri, il gruppo di position player della squadra affidata a Gianguido Poma potrebbe considerarsi completo, eccezion fatta per il ruolo di ricevitori. Uno dei due sarà sicuramente straniero, il secondo, chissà, potrebbe percorrere la stessa strada percorsa dal nuovo interbase, ma ci sarà tempo per parlarne.

Per ora giusto elogiare l’operato di una società che, oltre a rinforzare la squadra per la stagione imminente, guarda con attenzione al futuro, senza fare, come si dice, il passo più lungo della gamba.

Le altre seguano pure la loro strategia milionaria. Ma sappiano che prima o poi i soldi finiscono e soprattutto, che ormai, un ingaggio elevato, a meno che non si tratti di cifre da capogiro, ad un giocatore di baseball, con la situazione economica attuale del nostro paese, potrebbe non bastare più. E allora ecco che, in un baseball sempre meno seguito, a livello nazionale, da media, pubblico e sponsor, ad emergere potrebbero essere quelle realtà, come in questo caso Parma, che magari non hanno le stesse capacità economiche, ma fanno fruttare una miglior programmazione e possono offrire anche a chi proviene da fuori provincia, qualcosa in più di un semplice, per quanto gradito, ingaggio sostanzioso.

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