A noi parmigiani fa indubbiamente piacere, fa gonfiare il petto d’orgoglio, fa pure dire “beh, l’avevamo detto…” Parma vincerà, a meno di clamorosi harakiri, lo scudetto 2019 e, probabilmente, farà molta fatica ad arrivare terza nei prossimi dieci anni. Fa piacere, anzi, farà piacere nel momento della vittoria, ma al di là dei giusti complimenti alla squadra e alla società che ha saputo guardare più avanti del proprio naso e, pur con grandi sacrifici, è riuscita a riportare a Parma grandi campioni come Zileri, Poma e Sambucci che aveva cresciuto e per motivazioni economiche era stata costretta a lasciare andare altrove e  che, un passo alla volta, ha saputo crescere i vari Gradali, Flisi e, anche se non ci sono più nel roster, Guido Gerali e Manuel Piazza, per non parlare della crescita dei lanciatori Pomponi e, dopo una stagione di esperienza a Rimini, Yomel Rivera, quello che inizierà il 19 aprile, due giorni prima di Pasqua, sarà un campionato privo di qualsiasi interesse. Che vincerà Parma si sa già ora e non è certo una colpa, se mai un merito e ne possiamo parlare all’infinito, ma a lasciare l’amaro in bocca all’appassionato medio è la situazione generale che si sta delineando. Persone che non hanno mai avuto a che fare con il baseball che da un momento all’altro entrano e pretendono di dettare legge, passando da un giorno all’altro da una società all’altra. Società storiche che sono costrette a chiudere, regole assurde, liti tra società della stessa città che per dispetto si alleano con altre e pur di far giocare con loro i propri tesserati, li cedono gratuitamente alla parte opposta del paese. Siamo un mondo piccolo, inutile e stupido. Nel quale chiunque abbia fallito nella vita e trova il modo di avere un minimo di potere sfoga i suoi istinti contro gli altri. Un grande personaggio del baseball parmigiano, da qualche anno, quando mi vede, mi ripete sempre la stessa frase: “Il baseball è una buca…ci finiscono dentro tutti i peggiori…” Beh, con il dovuto rispetto alle tante persone che in questo ambiente mettono animo e corpo, giocatori e tecnici in primis, ma anche dirigenti, genitori, amici. Che poi sarebbero quelli che in altri sport chiamano tifosi, per noi sono appassionati, perché ci sono anche inguaribili romantici che non hanno figli, fratelli, mariti, padri che giocano, ma questo sport lo seguono lo stesso e lo amano come se non di più di noi. Purtroppo sono pochi. E se Parma è un’isola felice, perché ha società radicate, con una grande tradizione ma, soprattutto, con una passione senza eguali o quasi, nel resto d’Italia sono pochissime le realtà simili, anzi…

E a questo proposito riempie di tenerezza l’iniziativa, che speriamo possa tradursi nei fatti, di alcuni tifosi riminesi che vorrebbero lanciare un azionariato  popolare per salvare la società e il conseguente campionato di serie A1, dopo le mattane dell’ex presidente mercenario che ha abbandonato la squadra per andare a far danni in un’altra città. Magari sarà un’iniziativa destinata a cadere nel vuoto, chissà, tutti ci auguriamo non ce ne sia il bisogno, però è comunque testimonianza di come la passione “sana” (parliamo di Rimini, ma potrebbe essere a Parma, Nettuno, Bologna, Grosseto o ovunque) possa fare miracoli. Allora è a questo che il baseball si deve attaccare, alla passione della sua gente, alla voglia di vedere questo sport non emergere perché in Italia non emergerà mai, ma quantomeno uscire dal limbo. E secondo me noi, a Parma, possiamo fare molto per questo. Abbiamo le società migliori, i giovani migliori, i campi più belli, la città che mezzo mondo ci invidia, non abbiamo delinquenti allo stadio che creano problemi. Diamo l’esempio, tracciamo la strada, siamo adulti, per una volta e trasciniamo tutti gli altri. Su le mani…siamo parmigiani…e dimostriasmolo!

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