Campioni d’Italia contro vice-campioni d’Italia: domani e sabato, la sfida infinita tra Parma e Bologna vivrà un nuovo capitolo della sua quasi settantennale storia. Due tra le candidate alla vittoria del titolo italiano ed europeo si trovano per la prima volta di fronte in questa stagione, distanziate in classifica di una lunghezza dopo quattro partite. La differenza, in sostanza, l’ha fatta l’extra-inning dello scorso venerdì, quando il Parmaclima ha perso di misura il primo ioncontro con la T&A San Marino, che rischiava di trovarsi già con le spalle al muro dopo due soli week-end di campionato. Due sfide apertissime, tra due squadre costruite con filosofie diverse: Parma ha proseguito sulla falsariga delle ultime stagioni, puntellando il roster con l’inserimento di altri due giovani talenti italiani, come Aldegheri e Mercuri, la Fortitudo ha preferito puntare su italiani, di passaporto, come Ferrini e Russo e su giocatori comunitari come Lenora, Polonius, Martina e Rodriguez, rinforzando poi il monte italiano con il rientrante Bassani.  Nonostante le parecchie partenze rispetto alla squadra che stravinse il titolo (ma Parma la portò ad un soffio dalla quinta sfida), resta un roster altamente competitivo e in grado di mettere alle corde chiunque, come dimostra il percorso netto effettuato fin qui.

Il Parmaclima di Poma, però, pur consapevole che le gare da vincere arriveranno a giugno con la Coppa dei Campioni e poi, con i Play-off di agosto, giocherà con il coltello tra i denti già da domani sera. Parma non ha nulla da invidiare ai campioni d’Italia: nonostante non abbia, come è giusto che sia, tutti i giocatori al top della condizione, vanta numeri considerevoli. Terza media battuta di squadra (.254 dietro Bologna e Castenaso), seconda media punti guadagnati sui lanciatori (2.36 dietro Bologna), seconda come media bombardieri, dietro il Nettuno. Ma soprattutto, Parma gioca una difesa di ferro: due soli errori, la migliore della Lega.

L’impressione, personale, che potrebbe benissimo essere smentita con il passare delle giornate, è che Parma, per lo meno a livello di squadra, abbia qualcosa in più delle concorrenti. Ha in Ozanich un autentico trascinatore sul monte, in Sambucci, Poma e Zileri tre “clutch-hitter” potenzialmente decisivi e sta mostrando un Aldegheri che impressiona, non tanto per le prestazioni, quanto per la padronanza del monte e la personalità da veterano, nonostante sia un debuttante. Paolini sembra sulla via della definitiva esplosione, mentre Mirabal è il solito affidabilissimo leader del gruppo. Mancano ancora all’appello il miglior Casanova, che con i primi caldi e il passare degli inning ammireremo sicuramente e le “mazzate” di un Vinales che per il momento ha qualche difficoltà di adattamento con un campionato strano come quello italiano. Strano perché a dispetto delle pochissime partite in programma, due sole a settimana, oltretutto, ti mette di fronte lanciatori di alto livello e non ti concede praticamente nessuna possibilità di errore. Il cubano è un fuoriclasse, su questo non esistono dubbi, resta da vedere quanto tempo impiegherà per prendere le misure al nostro baseball. Quando ci riuscirà, battere il Parmaclima diventerà impresa ardua per tutti.

Intanto gustiamoci questa anteprima dei play-off, senza l’assillo del risultato, ma con garanzia assoluta di spettacolo. Ragione per riempire le gradinate del “Cavalli” nella sfida di sabato (venerdì sera si gioca al “Falchi” di Bologna): se contro San Marino c’erano 500 spettatori, sabato dovranno essere almeno 1000. Per far capire che, a dispetto della crisi del batti e corri italiano, Parma vive in controtendenza.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome