“Notte di sogni, di Coppe e di campioni, notte di lacrime e preghiere…” cantava negli anni ’80 Antonello Venditti in “Notte prima degli esami”. Chissà che in questa notte di vigilia così importante, non ripassino queste note anche nelle menti e nei sogni dei ragazzi del Parmaclima e dei loro tifosi, pensando alla giornata di domani, quando affrontando i campioni d’Europa in carica del Neptunus Rotterdam, riprenderà il lungo romanzo europeo del baseball parmigiano. Un romanzo che ha raccontato di emozioni straordinarie, di eroi del diamante, di imprese leggendarie, scolpite a lettere cubitali nella storia della nostra città e non solo. Un romanzo iniziato in una calda serata di giugno del 1976, quando la Germal Parma e l’Harlem Nichols, davanti ad un muro di folla assiepata sui gradoni del vecchio europeo diedero vita ad una delle sfide più appassionanti della storia del batti e corri continentale. Era la sfida per il primato nel girone di qualificazione che Parma si aggiudicò per 8-6 al termine di una battaglia a suon di fuoricampo, nella quale perse anche il suo leader Giorgio Castelli, infortunatosi in seguito ad uno sfortunato scontro a casa base con il compagno Varriale. A settembre di quell’anno, sempre a Parma, la Germal mise il primo sigillo sull’albo d’oro, vincendo una serie di finale thrilling contro il Rimini di Mike Romano: dopo aver perso la prima sfida a Parma e sotto 1-0 all’ottavo in gara-2 la Germal rimontò e vinse con un fuoricampo di Di Santo e poi trionfò nella “bella” dell’Europeo con un super Manzini sul monte.

Il secondo capitolo l’anno successivo, al Gianni Falchi di Bologna, vittime ancora i tradizionali rivali riminesi. Dopo un anno di digiuno i fuoricampo di Corradi regalarono alla Parmalat la terza Coppa nel 1980 in Olanda. Ma il capolavoro, l’edizione forse più bella e memorabile è stata quella del 1981: una settimana di partite da mattina a notte, tre squadre italiane, due olandesi in lizza e soprattutto un pubblico come mai prima e mai dopo nel mitico stadio di viale Piacenza. Pochi giorni dopo aver stravinto matematicamente lo scudetto sempre a Parma, la Parmalat di Tanzi, Stubbins, Pellacini e di un gruppo di campioni formidabili, si consolidò sul tetto d’Europa, superando nuovamente il Rimini davanti a 11.000 persone, accalcate ovunque. Manzini, Castelli, Varriale, Mari, Roman e tanti altri divennero i “milk Champions”, riconosciuti e fermati per strada, come autentiche superstars. Era il momento di maggior popolarità del baseball nella nostra città e forse di più alto livello per Parma sportiva che con il supporto della Parmalat trionfava anche nel Volley , con il marchio Santal e nella Formula 1, come sponsor della Brabahm.

Non giocata la coppa nel 1982, Parma tornò a vincerla nel 1983 in Olanda e di nuovo in Italia nel 1984, quando Remmerswaal stritolò Rimini, sfiorando la No-hit in una finale a senso unico, giocata a Bologna e terminata 12-1 prima del limite. La Fortitudo con lo scudetto cucito sulla casacca si prese la rivincita aggiudicandosi all’Europeo la coppa del 1985, ma la World Vision rese di nuovo lo sgarbo l’anno dopo sotto le due torri, in un’ edizione ricordata soprattutto per la scazzottata tra Cherubini e Talarico che culminò con l’espulsione di entrambi e incanalò verso Parma la prima gara di finale, con Bologna che vincendo avrebbe vinto il torneo, grazie alla vittoria nello scontro diretto della prima fase. Invece Parma pareggiò i conti e mise poi le mani sulla Coppa vincendo agevolmente la sfida serale. Importante la vittoria del 1986 perché fu la prima di una straordinaria tripletta, completata dai successi del 1987 a Parigi sul Grosseto, grazie al lanciatore Mike Pagnozzi che vinse per 4-0 la gara decisiva contro il “divino” Olsen e ai fuoricampo di Poma e Finetti e poi, soprattutto, a quello del 1988, di nuovo all’Europeo, di nuovo contro il Rimini. Angulo e Mari l’accoppiata di lanciatori decisivi, ma come dimenticare i fuoricampo di Manzini e le prese in tuffo di Tondini, con un pubblico ancora una volta trabocchevole e in delirio.

Terminata la scorpacciata degli anni ’80, bisogna attendere il 1992, per festeggiare il decimo trionfo,a Rotterdam, contro il Neptunus, al termine di due partite caratterizzate dall’impresa del lanciatore Lazorko che, dopo aver vinto la prima, al quinto inning della seconda salì di nuovo sul monte per rilevare Ceccaroli e sigillare la vittoria, confezionata dai fuoricampo di un Rick Lancellotti, ribattezzato il “globe-trotter “ del diamante, deludente in campionato ma devastante in Coppa. Seguiranno poi le due vittorie del 95, 98 e 99, tutte con sponsor Cariparma. Quella del 95 venne decisa da un fuoricampo di Squarcia,

quella del 1998 a Barcellona porta la firma dei lanciatori Cederblatt, australiano ingaggiato per la manifestazione, e Joel Lono che dopo aver vinto la semifinale ripetè l’impresa di Lazorko del 1992 e salì di nuovo sul monte nonostante una condizione fisica non ottimale dovuta ai festeggiamenti della sera prima e regalò di novo il titolo europeo al Cus Parma di Rinaldi e Corradi. Bis nel 1999 a Nettuno, con l’ex Major League Willy Fraser, noto per la sua split-finger imbattibile e i fuoricampo di La Fera e Dall’Olio. Quello fu l’ultimo alloro continentale e a distanza di vent’anni Parma ha l’occasione di riprovarci, ironia della sorte, proprio in Italia. Così come in Italia, nel nuovo stadio di Parma, venne disputato il girone preliminare del 2011. Parma perse con San Marino,  a sua volta sconfitto dal Neptunus Rotterdam, che però il giorno dopo perse clamorosamente contro i cechi del Brno, che avrebbero ospitato poi la final four. L’ultima giornata prevedeva la sfida tra il Cariparma e gli olandesi, ma la nostra città era attraversata da un tremendo temporale che mise a rischio la disputa dell’incontro. Gli olandesi premevano per non giocare perché in quel caso si sarebbero qualificati automaticamente per la Final Four. I giocatori del Neptunus, in attesa delle decisioni, giocavano allegramente a calcio sotto la pioggia sull’erba del “Nino cavalli”, scivolando nelle pozzanghere e rotolandosi nel fango, mentre quelli del Cariparma smaltivano la tensione composti nel dug-out. L’abilità dialettica della società del Parma ebbe la meglio e la commissione tecnica diede l’OK per il play-ball. In circa due ore il Cariparma più bello degli ultimi dieci anni annichilì gli olandesi, con un super Grifantini sul monte e un attacco ispirato, vincendo per 7-0 e guadagnando l’accesso alla final four, dove eliminò al termine di una semifinale thrilling l’Unipol Bologna, ancora grazie a Grifantini e Yepez, ma dovette poi arrendersi ai fuoricampo di Reginato nella finale persa nettamente contro il San Marino.

Da domani l’occasione per prendersi la rivincita: alle 14,30 al “Gianni Falchi” la prima partita del girone contro il Rotterdam, poi mercoledì alle 17,30 a Castenaso lo scontro contro il Rouen Houskies, ex squadra di Ozanich e giovedì alle 11,00 a Bologna l’ultima partita del girone contro i tedeschi del Bonn Capitals. Venerdì e sabato semifinali e finali.

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