Il Parmaclima ha scritto ieri sera un’altra bellissima pagina della sua settantennale storia: vincendo per la seconda volta consecutiva sul diamante del “Gianni Falchi”, si è portata sul 2-0 nella serie di semifinale scudetto contro il Bologna. Attenzione: come ripetono fino alla noia, giocatori, staff e società, ancora non è stato fatto nulla. Per andare in finale bisogna vincere anche martedì sera, altrimenti le cose si complicano terribilmente. Ed è ovvio che per rendere positiva la sua stagione Parma ha solo una strada: vincere lo scudetto. O per lo meno, andarci molto vicino. Ma ad ogni modo, comunque finirà, resteranno impresse nella mente di tutti gli appassionati queste due vere lezioni di baseball ad una squadra che fino a venerdì aveva perso solo tre partite nel 2019 e da 47 incontri non perdeva in casa. Giusto per rendere la dimensione di ciò che ha fatto la squadra di Guido Poma.

Ieri sera, a differenza di venerdì, c’è stata più partita, non lo dice solo il punteggio finale di 6-3, ma lo dice l’andamento stesso della sfida. Insieme ad un Aldegheri impressionante sul monte di lancio, a risultare decisivo, quasi mostruoso, è stato senza ombra di dubbio, Sebastiano Poma. Suo il fuoricampo da tre punti con il quale al secondo inning ha permesso al Parma di andare sul 6-0, sua, soprattutto, la strepitosa presa al volo, in salto, con il braccio del guanto ben oltre la recinzione dietro l’esterno centro, con la quale ha letteralmente tolto un fuoricampo a Polonius al quarto inning, trasformato in una volata di sacrificio sulla quale, tra l’altro, Ferrini è partito nettamente prima della presa al volo, non visto dagli arbitri di base. Sarebbe stato un “homer” che avrebbe riaperto la partita, con zero eliminati, invece il gesto tecnico dell’esterno del Parma si è trasformato in una tremenda mazzata per le aspirazioni bolognesi e un’autentica iniezione di fiducia per Parma, i suoi lanciatori e la sua difesa. Si, perché dall’ingresso in partita di Pizziconi, che ha sostituito il partente Bassani subito dopo il fuoricampo di Poma, Parma in attacco ha combinato pochino, doppio di Sambucci e 3 su 3 di Desimoni a parte. In difesa, invece, si è stretta attorno ai suoi tre lanciatori, prima il mastodontico Aldegheri, poi Oberto e infine il closer Rivera, che ha mostrato una freddezza e una sicurezza da campione nel chiudere con tre uomini l’ultimo attacco dei campioni d’Italia e d’Europa.

Era iniziata con due brutte notizie la giornata del Parmaclima: Mirabal, infortunatosi alla spalla nelle prime battute di Gara-1, dovrà saltare le restanti partite dei play-off e il ricevitore Vinales, non sarebbe potuto scendere in campo per un infortunio ad una mano, dal quale dovrebbe però guarire per la sfida di martedì sera. Ancora una volta, però, la squadra di Parma ha reagito con carattere alle difficoltà. Non dimentichiamo che da inizio stagione gioca senza Michele Pomponi, che sarebbe dovuto essere il partente della partita dei lanciatori italiani e da metà giugno senza Owen Ozanich. Assenze che in regular season, con solo due partite settimanali, potevano essere considerate irrilevanti, ma nei Play-off rischiavano di diventare determinanti, quindi perdere altre due pedine fondamentali sarebbe potuto pesare come un macigno sulle ambizioni di una squadra che invece non si è data per vinta e ha risposto colpo su colpo, dominando letteralmente le prime due partite. Grazie soprattutto alla forza del gruppo, ma grazie anche alla voglia di riscatto di Mattia Mercuri, di Capitan Zileri e Desimoni, dopo una regular season con più ombre che luci, ma anche di Luca Scalera, fin qui, insieme a Poma decisamente il migliore del Parma in questa stagione, ma spesso tenuto in panchina durante bla regular season, di Vinales, capace finalmente in gara-1 di diventare determinante, con due strepitose eliminazioni in seconda e con valide importanti, del secondo ricevitore Grasso, del lanciatore cubano Casanova, tornato sui suoi livelli.

Ora però, guai abbassare la guardia: la partita di martedì è quella più importante di tutta la serie: non solo perché se Parma dovesse vincerla sarebbe in finale, ma anche perché, se invece dovesse vincere la squadra felsinea, tutta l’inerzia della semifinale cambierebbe e a quel punto Bologna tornerebbe ad essere favorita.

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