Innanzitutto tanti complimenti al Bologna! Sinceri! “Tornare indietro” da un 2-0 non è mai facile, nemmeno se sei una squadra forte, oltretutto fuori casa. Parma ha mancato due match-ball per andare in finale, ma ha dato veramente tutto quello che aveva. Si sapeva alla vigilia che, guardando il numero di lanci effettuati dai lanciatori nelle prime due partite, sarebbe dovuto andare davvero tutto alla perfezione al Parma per ottenere la qualificazione evitando la “bella” di sabato a Bologna. Così non è stato, ma per gran parte delle due sfide la squadra di Poma ha dato l’impressione di poter vincere. Non è stata pefetta nemmeno Bologna, anzi, ma la possibiità di schierare due partenti freschi, la maggior profondità del bull-pen e, diciamolo, anche un attacco più produttivo quando è servito, hanno fatto la differenza.

Parma però ha mostrato carattere, sia in Gara-3, rimontando i due punti di svantaggio al sesto, sia in gara-4, portandosi avanti al terzo, prima che Bologna firmasse il break risultato poi decisivo. Ha mostrato anche un baseball intelligente, aggressivo, frizzante, per gran parte di gara-4. Bunt, rubate, batti e corri (uno mancato…), insomma quel gioco corto che, quando sei in difficoltà ti permette di minare le certezze dell’avversario e metterlo sotto pressione.

Davvero poco da contestare a squadra e staff tecnico, poco da recriminare su queste due partite.

Tutte questioni del famoso “senno di poi”, comunque. Che non possono trovare riscontri oggettivi.

Forse al settimo inning di Gara-3 con due out, Marval a battere basi vuote si poteva scegliere una strategia diversa? Mah, forse si, o forse non sarebbe cambiato nulla. Forse qualcuno avrebbe potuto istruire meglio Sebastiano Poma sulla battuta che lo ha scavalcato, forse in Gara-4 si poteva scegliere Rivera come partente invece di uno sfinito Aldegheri, forse si poteva scegliere un primo rilievo diverso. Forse. Ma quelle sono state le scelte e non ha senso stare qui a ripensarci, anche perché non sta scritto da nessuna parte che scegliendo diversamente il risultato sarebbe stato diverso. Giusto, giustissimo, invece, ma già si sapeva che sarebbe stato così, risparmiare Casanova. Pronto, ora alla supersfida con Raul Rivero ad armi pari sabato sera a Bologna.

Sarò troppo ottimista ma credo che a questo punto Parma abbia qualche chance in più rispetto ai felsinei, probabilmente sarà una gara chiusa, come fino ad oggi in questa serie non ne abbiamo viste. Vincerà, ovviamente, chi sbaglierà meno e chi ha più fame.

Se il Parmaclima in queste due partite non ha vinto, al contrario hanno vinto i circa 2500 che hanno reso splendida l’atmosfera allo stadio nella partita di martedì sera. Senz’altro è merito anche della squadra, che, al di là di una regular season brutta, ha saputo come negli anni più recenti, creare attorno a sé un alone di simpatia in molti appassionati. Ma è merito anche della passione di una città per questo sport che quando lo spettacolo merita fa puntualmente capolino. Ottimo presupposto per l’organizzazione del torneo di qualificazione Olimpica di settembre. Anche se, non vorrei essere disfattista per forza ma credo sia giusto specificarlo, li, con Italia-Olanda programmata a Bologna, di spettacolo di alto livello ce ne sarà pochino, ma l’atmosfera sarà ugualmente interessante. Un passo alla volta, però, perché qui c’è ancora una finale da conquistare e servono concentrazione, nervi saldi e voglia di vincere: Forza Parma!!

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