Dopo aver dato spazio al pensiero di Maurizio Renaud, in rappresentanza di Parma baseball e Oltretorrente, abbiamo contattato il manager della seconda squadra del nostro territorio iscritta alla serie A1, Marcello Saccardi, tecnico del Collecchio. Complimenti alla federazione, fortemente impegnata nell’aiutare le società alle prese con una situazione difficilissima da sostenere, ma anche tante perplessità e, soprattutto l’invito, rivolto a tutto l’ambiente, a cogliere l’opportunità offerta da questo momento di crisi senza precedenti, che ha messo davanti agli occhi di tutti il vero problema del baseball,per lanciare un progetto volto allo sviluppo dei giovani italiani e all’ampliamento della base dei tesserati e, di riflesso, degli appassionati.

La Fibs sta facendo di tutto per aiutare le società, soprattutto dal punto di vista economico, facendo grossi sacrifici (penso alle tasse gara e alle iscrizioni, ma anche al blocco delle retrocessioni) e credo che la diffusione dei calendari sia stata dettata dalla necessità di lanciatre un segnale di ottimismo – attacca il manager collecchiese– Concretamente siamo in attesa di conoscere quali saranno i protocolli da seguire: se dovremo mantenere il distanziamento fisico, credo che sarà molto difficile pensare di iniziare la stagione. Mi auguro che si inizi al più presto, magari già a giugno. Lo spero per i ragazzi che hanno una gran voglia di tornare in campo, anche perché questo sarebbe stato un anno particolare, il giusto premio per quello che abbiamo fatto nelle scorse stagioni.”

 

Nel corso delle riunioni della società del Collecchio, rigorosamente a distanza, si è accennato alla questione relativa alle precauzioni da prendere per dare il via all’attività: “Ne abbiamo parlato a livello generale. Se guardo ai protocolli elaborati dal calcio, la cosa mi spaventa. Chiaramente il nostro è uno sport diverso e le esigenze possono essere in parte diverse, ma se le norme da seguire, ricalcassero anche solo in parte, quelle del calcio, dico chiaramente che il baseball non avrebbe la possibilità di rispettarle. Penso solo alle trasferte in pullman, agli spogliatoi, alla distanza nel dug-out. Poi il problema è anche chi si deve prendere le responsabilità: se un allenatore, oltre alla gestione della squadra in campo, deve preoccuparsi di far rispettare le misure previste ai giocatori, allora è inutile.”

A gettare un’ombra ancora più cupa sull’ipotesi di rispettare la data di giugno per la ripartenza, influisce poi la questione dei giocatori comunitari ed extracomunitari che con grande probabilità non potranno essere utilizzati e probabilmente non potranno nemmeno venire in Italia:

Qui si aprono due aspetti – ammonisce– uno economico, perché questo maledetto virus causerà sicuramente problemi a tante aziende che potrebbero diminuire o annullare sponsorizzazioni già concordate e comunque in linea generale le società potranno contare su entrate di molto inferiori rispetto all’anno scorso. Il secondo è quello dei giocatori stranieri, che per la situazione del nostro baseball, soprattutto tra i lanciatori sono fondamentale. Sia in A1 che in A2. A questo punto è necessario confrontarsi, tra le società e con la federazione per trovare delle idee.”

Si è parlato delle ipotesi di giocare due partite di sette riprese o di permettere ai giocatori delle categorie inferiori di poter giocare anche in serie A1…”Faccio fatica a pensare ad una proposta in questo momento – sospira– La verità è che questo virus ha messo sotto gli occhi di tutti il vero problema, che è noto da anni, ma non si è mai voluto far niente per risolverlo: ci sono pochi ragazzi che giocano. Chiaramente è un problema che non si può risolvere dall’oggi al domani. Va bene un campionato di emergenza, con le regole che servono, però bisogna iniziare a studiare un progetto, con le società e con la federazione per coinvolgere un numero maggiore di praticanti. E’ necessario investire sulla promozione, sulla formazione e studiare un sistema per far crescere i nostri giovani. Vedo che molte società per iscriversi a tutti i campionati giovanili, partecipano a due categorie con la stessa squadra. Se non allarghiamo il bacino di utenza, presto non basteranno più nemmeno i giocatori comunitari ed extracomunitari per riuscire ad allestire un campionato maggiore. Sono consapevole che per far crescere i giovani italiani si dovrà passare da un abbassamento del livello, ma altrimenti a lungo andare il baseball rischia di sparire.”

A proposito di giovani, i campionati giovanili, in questa situazione sono ancora più a rischio di quelli seniores. Marcello Saccardi fa ora parte del consiglio direttivo del Collecchio, logico chiedergli se in società abbiano già discusso del problema:“Nell’ultimo consiglio è stato detto che sarà difficile iniziare l’attività, quanto meno per come si era pensato. Stiamo cercando di ristrutturarci e riorganizzarci con un progetto nuovo, per attirare più ragazzi e migliorare l’aspetto tecnico. Ci vorrà tempo e oltretutto, molto dipenderà poi dai genitori. Bisognerà vedere, se si potrà iniziare, chi sarà disposto a mandare i figli comunque e chi invece sarà bloccato dal timore di questa situazione.”

Il Collecchio torna in serie A1 dopo 27 anni, con una squadra giovane e tanto entusiasmo: “Abbiamo confermato in blocco il gruppo dell’anno scorso, proprio per dare continuità al progetto avviato un paio di anni fa. Quando abbiamo deciso di accettare l’offerta di partecipare alla serie A1 è stato proprio perché in questi anni siamo cresciuti gradualmente, migliorando di stagione in stagione ed era giusto dare a questi ragazzi la possibilità di vivere un’esperienza a livello più alto. Anche con la formula precedente, le spese sarebbero rimaste più o meno uguali a quelle che avevamo in A2, quindi ci è sembrato logico accettare.”

Pochissime novità, rispetto all’anno scorso: “Non avremo più con noi Zanichelli, che ha scelto di vivere un’esperienza diversa in una categoria inferiore, abbiamo aggiunto al nostro gruppo un giovane prospetto di Bollate, Simone Calasso, che insieme ai Battioni,Valenti, Pasotto, formerà la spina dorsale di un gruppo di giocatori che può avere nei prossimi anni l’opportunità di raggiungere livelli superiori.”

Il cartellino di Battioni è stato acquisito dal Parma “società con la quale abbiamo iniziato un dialogo costruttivo, prima di questa sosta forzata, e verso la quale ci siamo proposti come squadra da satellite, proprio per permettere a quei ragazzi di prospettiva di crescere senza pressione, per poi spiccare il volo.”

La probabile mancanza dei giocatori stranieri cambierà però qualcosa: “Avevamo in mente di ingaggiare due lanciatori e un ricevitore stranieri –spiega Saccardi– non potendolo fare, stiamo cercando di guardarci intorno per vedere se c’è qualche giovane in grado di darci una mano.”

Novità anche nello staff tecnico, con l’ingresso di Daniele Saccò e Matteo Paini.

Chiusura sulla delicata questione del budget:” Non abbiamo ancora avuto segnali di rinuncia da parte degli sponsor, stiamo cercando di ragionare sulla situazione. Certo che una società come il Collecchio, che vive soprattutto sugli introiti economici di due importanti tornei giovanili, che probabilmente quest’anno non si potranno organizzare (il Massimo Romeo di softball, è già stato annullato), dovrà contare necessariamente su introiti inferiori rispetto all’anno scorso. Però ccon un campionato ridotto, trasferte più corte, senza gli stranieri e le spese per tasse gara e iscrizioni, dovremmo riuscire a sostenere la stagione.”

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