Di rivoluzione si parlava, rivoluzione è stata. Se sarà una rivoluzione positiva lo dirà solo il tempo, di sicuro, il mondo del baseball, dopo anni di stallo, ha preso una direzione completamente nuova in merito alla struttura dei campionati seniores e alla modalità di svolgimento.

La federazione ha ufficializzato venerdì, al termine del consiglio federale, il nuovo format, che riunisce sotto il “cappello” della Serie A, le vecchie prime due categorie, Serie A1 e serie A2.

Il massimo campionato vedrà trentadue squadre iscritte, suddivise, per quanto riguarda la prima fase in Premier Round (In pratica la vecchia A1) composto da due gironi di quattro squadre e “Qualification Round” (la vecchia serie A2), composto da sei gironi da quattro. La prima fase inizierà nel week-end del 16 aprile e terminerà il 23 maggio. Successivamente, le prime due squadre di ciascun girone del Premier Round, daranno vita ad un girone unico, sempre andata e ritorno, denominato “Super Round”, in pratica il vecchio “Round Robin dei play-off. La terza e la quarta classificata di ciascun girone, daranno invece vita, insieme alle prime due di ogni girone del “Qualification Round”, ad altri quattro gruppi da quattro, dai quali usciranno le quattro che si sfideranno in due serie al meglio dei tre incontri, per designare le due squadre che accederanno ai Preliminary Play-off, una sorta di Quarti di finale di recupero, contro la terza e quarta classificata del “Super Round”. Le due vincenti accederanno alle semifinali, sempre al meglio dei tre incontri, insieme a prima e seconda classificata del “Super Round”, il 28 luglio e il 1 agosto. Da quelle due sfide usciranno le finaliste per lo scudetto, che si sfideranno in una serie al meglio delle cinque partite. Le dodici squadre classificate invece al terzo e quarto posto di ciascun girone del “Qualification Round”, daranno vita, dal 30 maggio all’8 agosto al “Safety Round”, caratterizzato da due gironi da sei squadre. Al termine di questa fase le ultime di ciascun girone retrocedono in serie B. Tutti gli incontri si giocheranno sulla lunghezza delle nove riprese, sarà obbligatorio schierare almeno 4 atleti AFI contemporaneamente in campo e nel primo incontro di ogni week-end sarà obbligatorio l’utilizzo del lanciatore AFI e di un giocatore, sempre AFI, Under 23. Due visti per giocatori extra-ue concessi alle squadre del Premier Round e uno alle squadre iscritte al Qualification, che in caso di accesso alla fase Recovery, potranno rinforzarsi con un altro visto. Concessi infine, durante tutto l’arco della stagione, passaggi di giocatori tra le varie squadre, con il limite di due in entrata e illimitati in uscita. La serie finale per lo scudetto terminerà tassativamente il giorno di ferragosto, per permettere alla nuova nazionale di Mike Piazza di prepararsi adeguatamente ai campionati europei, in programma a Torino nel mese di settembre.

Formula un po’ cervellotica, di non immediata comprensione, che risponde ad alcune esigenze: dare la possibilità, almeno teorica, anche alle squadre di serie A2, di puntare al titolo, o almeno di ambire a confrontarsi con le “big”, che altrimenti avrebbero visto solo dagli spalti e allo stesso tempo fare in modo che ogni fase del campionato abbia una sua importanza, impedendo così che alcune squadre che a metà campionato non hanno più nessun obiettivo di classifica, scendano in campo senza nessuna motivazione, di conseguenza falsando anche il cammino delle altre.

Si tratta insomma di una formula da verificare sul campo, prima di trarre conclusioni affrettate, tuttavia, a prima vista sono diverse le perplessità.

Prima di tutto, la grande differenza di valori tra le prime della classe e anche solo le migliori della vecchia serie A2, rischia di rendere assolutamente inutili le due fasi denominate “Recovery” e “Preliminary”. Alla fine, se proprio si voleva, forse, invece di pensare a tanti nomi e fasi particolari, sarebbe bastato lasciare la vecchia divisione tra serie A1 e A2, permettendo poi alle migliori della serie cadetta di accedere alla prima fase dei play-off. In secondo luogo, sorprende che lo scorso anno si sia dovuto a tutti i costi giocare tre partite a settimana (anche se di sette riprese), con un incontro al mercoledì sera davvero problematico, nonostante tutti i problemi derivanti dalla difficile situazione sanitaria e quest’anno, invece cosa si fa? Si torna, TUTTI, alle due partite (per fortuna di nove riprese). Infine a balzare all’occhio è la lunghezza (?) della stagione. Chi arriva in finale scudetto finisce a ferragosto e abbiamo già detto perché, tutte le altre addirittura l’8 agosto.

Se non era evidentemente possibile prolungare la stagione della categoria maggiore (la chiamo ancora così), non si capisce perché, invece, per esempio, la famigerata “Safety Round”, non potesse terminare a settembre, dopo i canonici quindici giorni di stop. Qui però, probabilmente, la federazione poteva fare poco: è noto ormai che a chiedere di giocare il meno possibile sono le società, o quanto meno la maggior parte. Va bene tutto, però poi non si facciano stucchevoli polemiche sulla crescita del nostro sport, se poi siamo i primi a tirare indietro la gamba, pardon, il braccio…

 

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