Il Parmaclima è Campione d’Europa!! Abbiamo aspettato per ventidue anni di tornare a pronunciare questa frase e da stasera possiamo farlo con grande gioia. Possono farlo, con orgoglio, a petto in fuori, i ragazzi del Parma, che al termine di cinque giorni durissimi, al termine di cinque battaglie, alzano il trofeo più ambito del continente. Nella gara decisiva si sono trovati di fronte il Capitals di Bonn, i tedeschi che li avevano battuti nella gara d’esordio e che oltre al Parmaclima avevano superato entrambe le olandesi.  Era quindi giusto fare grande attenzione. Perché è vero, il livello generale è sceso molto negli ultimi anni, ma le sfide vanno giocate sempre al massimo e bisogna dimostrare comunque di essere in grado di vincerle. La squadra molle, timorosa, sbadata della partita d’esordio era definitivamente scomparsa. L’inizio per il partente Aldegheri non era dei migliori: con un out riempiva le basi, poi subiva il primo punto su lancio pazzo, successivamente il secondo di Terrel Joyce su singolo di Lee, infine anche Lumb-Hunt segnava su lancio pazzo. C’era il timore di una nuova beffa, durante il cambio campo la tensione saliva, ma nella parte alta dell’inning Parma rimetteva subito l’incontro in equilibrio: Desimoni batteva valido, una radente che passava sul cuscino di seconda, Battioni lo imitava con un singolo al centro, poi dopo lo strike-out subito da Gonzalez, entrava nel box Leo Rodriguez. Il primo lancio era chiamato strike, sul secondo il terza base girava a vuoto, poi sul terzo si avventava con un giro di mazza potentissimo, che scagliava la pallina lontanissima, nel tramonto di Ostrava, scatenando l’esultanza del dug-out parmigiano:3-3

Nella parte alta del secondo, con due fuori e un uomo in terza, Poma rompeva gli indugi e togliava Aldegheri per inserire Rondon che lasciava al piatto Witting per il terzo out. Al cambio campo Parma sprecava un’occasione ghiotta con Poma in terza e Desimoni in prima, ma Battioni e Gonzalez terminavano out. Poco male, la squadra di Poma era ormai lanciata e al quarto metteva il piede avanti, con un terrificante fuoricampo di Alex Sambucci, stasera più che mai decisivo. Intanto Rondon teneva a bada le mazze dei tedeschi, che non riuscivano più a rendersi pericolosi, mentre anche la difesa, guidata da un Monello davvero eroico, dietro il piatto con un dito rotto, cresceva a dismisura e realizzava eliminazioni di pregiata fattura, come quello realizzato da Battioni, che raccoglieva la pallina “nel buco” e fulminava il corridore in prima. Al quinto Astorri batteva un doppio, poi ancora Sambucci lo spingeva a casa con un’altra splendida battuta da due basi, infine il designato segnava a sua volta sulla valida di Monello, che sull’azione era il terzo out in seconda: 6-3.

Al cambio campo Terrel Joyce la sparava fuori a destra, come a far capire al Parma che non era ancora finita, ma poi Rondon si riprendeva e lasciava al piatto prima Lumb-Hunt, poi Lankhorst.

Il Parmaclima si fermava in attacco, bloccato dai rilievi Steigert, che sostituiva Tomsich, a sua volta salito, al primo inning, in sostituzione del partente Koch e Lee. Ma anche i tedeschi combinavano poco contro Vivas, che prendeva il posto di Rondon e il closer Campos. Ultimo brivido al nono inning, quando Bonn, con un sussulto d’orgoglio, con due eliminati, portava Lankhors in terza e Miceli era il punto del pareggio in prima. Ma Campos manteneva la freddezza necessaria per lasciare al piatto il pinch-hitter Recki e dare il via alla festa del Parmaclima. Dopo i festeggiamenti, la premiazione, che incoronava anche Alex Sambucci come miglior giocatore del torneo.

Una vittoria che premia il carattere, lo spirito di gruppo, la voglia di vincere della squadra, l’intelligenza dello staff tecnico e che regala una grande gioia ai tifosi dopo vent’anni di delusioni.

Ora è giusto festeggiare, un successo meritatissimo, nonostante le avversarie, olandesi in primis, ma in parte anche Bologna abbiano chiaramente snobbato l’evento, come ormai spesso fanno, quando non si gioca in Olanda o in Italia. Ma questo non deve togliere valore all’impresa, incredibile, vista la situazione, compiuta dalla squadra. A bocce ferme però bisognera fare attente valutazioni sul futuro. Giusto che si festeggi, ma una vittoria non può cancellare tutto. Deve essere, se mai, di sprone a proseguire, da un lato, nel progetto di rinnovamento e rafforzamento e dall’altro nell’evitare di ripetere continuamente gli stessi errori. Tradotto: complimenti ai giocatori, ma che non si sfutti la loro impresa per nascondere le mancanze di altri….

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