Più forti degli infortuni che hanno tolto dal campo prima Pomponi, poi Mineo e che hanno costretto Monello a giocare con un dito steccato tutta la semifinale, più forti di una commissione tecnica che ha permesso a Bologna e Amsterdam di giocare due riprese in meno nello scontro diretto e quindi riposare, quando Parma aveva giocato diciotto inning consecutivi, più forti dello scetticismo tutto parmigiano, che li dava per spacciati già dopo la prima partita. Più forti anche di un avversario che si presentava da Campione d’Italia e da Campione d’Europa, convinto di fare un sol boccone di loro. I ragazzi del Parmaclima sono stati più forti di tutto questo ieri pomeriggio, quando hanno affrontato e battuto l’Unipol Bologna per 5-4 al termine di una semifinale tiratissima ed avvincente, sul diamante di Ostrava, in Repubblica Ceca. Ironia del destino, tornano in finale della maggiore competizione europea a distanza di dieci anni esatti, sempre in FRepubblica Ceca, su un diamante che dista circa duecento kilometri da quello di allora a Brno, sempre dopo aver battuto Bologna in semifinale, sempre di un punto. Speriamo solo che oggi (inizio alle 19,30) l’esito della finale contro i tedeschi del Bonn, che hanno superato il Neptunus Rotterdam, sia diverso da quello di allora con il San Marino.

E’ stata una vittoria meritata e sofferta, arrivata grazie ai due fuoricampo, quello di Sambucci da tre punti al secondo inning e quello di Astorii da due punti, che ha riportato definitivamente in vantaggio Parma al settimo e grazie alla prova eroica dei tre lanciatori, Vivas per le prime cinque riprese, Yomel Rivera, il vincente, che al sesto, dopo aver riempito le basi, ha chiuso senza punti con un eliminazione al volo e due strike-out, infine Campos, che ha infilato cinque eliminazioni tra ottavo e nono salvando la vittoria. Ma è stata la vittoria anche di Sebastiano Poma, che al quinto ha evitato il temporaneo pareggio bolognese, fulminando a casa base Liberatore, sul singolo al centro di Monti. Subito dopo è arrivato il doppio da un punto di Van Gurp, se non ci fosse stata l’eliminazione di Seba, il Bologna si sarebbe portato in vantaggio e la partita sarebbe cambiata totalmente. E’ la partita dello staff tecnico, che non sbaglia una mossa e viene premiato per l’intelligenza e l’umiltà che ha avuto nell’apportare, nei giorni precedenti, quelle modifiche che evidentemente hanno aiutato. La promozione di Battioni interbase, l’alternanza tra Sambucci e Astorri nelle posizioni di prima base e battitore designato. Sambucci nel box è apparso trasformato, capace di ruggire come ai vecchi tempi. Astorri sempre più sicuro di se è diventato determinante, non solo per il fuoricampo. Più a loro agio anche Desimoni, Gonzalez, Rodriguez e Paolini nell’ordine di battuta. L’impressione è quella di una squadra che ha finalmente tolto il tappo alla bottiglia e sia pronta ad esplodere. L’augurio è che lo faccia definitivamente oggi, in una finale che riveste diversi significati. Innanzitutto il ritorno della squadra ducale sul palcoscenico più importante a dieci anni di distanza, poi il fatto che l’avversario non sia ne olandese, ne italiano, certifica che il panorama continentale si è ormai allargato conferendo alla manifestazione, ormai priva di interesse, nuova linfa vitale. Poi c’è quel desiderio di ribadire la superiorità europea, data dai tredici trionfi (+1 in Coppa delle Coppe) che rendono il Parma baseball la squadra più titolata di tutti gli sport di squadra. Proprio nel giorno in cui la nostra città si trasforma in una “provincia d’America”, perché anche la squadra di football americano giocherà la sua finale, per lo scudetto, contro i Seamen Milano. Simbolico che i due sport americani possano portare gloria alla città nello stesso giorno. Forza Parmaclima!

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