Roberto Bianchi, il miglior battitore italiano di tutti i tempi, l’unico ad essere stato ingaggiato da un club professionistico fino ai tempi recenti di Alex Liddi, ma poi costretto dalla federazione di allora a rinunciare, l’unico ad aver vinto la tripla corona nel campionato italiano, colui che ha regalato la prima storica qualificazione olimpica alla nazionale italiana, protagonista con Bologna, Milano, Parma e Rimini, vincitore di tre scudetti, due coppe dei campioni, tre titoli europei con la nazionale azzurra, due partecipazioni alle Olimpiadi e tanto altro, che non basterebbe un libro, è entrato a far parte dello staff tecnico del Parmaclima.

Il suo incarico sarà quello di hitting-coach della prima squadra, ma è facile immaginare quanto sarà importante la sua sola presenza all’interno del dug-out, soprattutto per i più giovani ma non solo. Personalmente erano anni che, fin da quando facevo parte dell’ufficio stampa della società, spingevo affinchè si cercasse di ingaggiarlo, ma all’epoca le condizioni, forse dal punto di vista economico da un lato, logistico e familiare dall’altro, non c’erano. Ora evidentemente le cose sono cambiate, “Withey” si è di nuovo trasferito nella nostra città, dove lavora e la società ha giustamente colto al volo un’opportunità irripetibile.  Con il suo ingaggio viene colmato un vuoto esistente fin dagli anni ’90, il cruccio maggiore di tutti gli allenatori passati da Parma nel corso degli anni. Ora gli alibi non esistono più: Parma ha il miglior coach di battuta presente sulla piazza! Domenica era già nel dug-out nel corso della sfida che ha decretato l’ingresso del Parma nella maggior competizione europea (Ma noi restiamo convinti che alla fine sarebbe andata in ogni caso…), già conquistata a luglio .

Già da qualche mese ha avuto modo di riprendere confidenza con un ambiente dal quale era stato ultimamente un po’ lontano e si sarà sicuramente fatto un’idea sul materiale su quale dovrà lavorare in stretta collaborazione con uno staff che già conosce molto bene. Il suo lavoro, in particolare con i ricevitori Monello e Mineo, è già iniziato e i giocatori sono entusiasti.

Torna ad indossare la casacca del Parma a distanza di venticinque anni. Se l’era tolta al termine della sfortunata stagione 1996 per trasferirsi nella vicina Modena. Successivamente indossò anche la divisa del Rimini, poi intraprese la carriera di allenatore alla guida dello Junior Parma in serie A2.

Nato a Milano il 2 marzo 1963, Roberto Bianchi è stato uno dei giocatori più rappresentativi del baseball italiano negli anni ’80 e ’90. Con 288 homerun è l’attuale leader nella classifica all time dei fuoricampisti nel campionato italiano ed è stato indotto nel 2009 nella Hall Of Fame nazionale.

Il popolare “Whitey” vanta 150 presenze con la nazionale azzurra ed è stato insignito delle medaglie di Bronzo e d’Argento del Coni al valore atletico. Ha esordito nel massimo campionato nel 1981 con il Bologna ed ha vestito anche le divise di Milano (90-92), Parma (93-95 con la conquista di una scudetto ed una Coppa dei campioni), Modena (96-97) e Rimini (98-99). Ha concluso la propria carriera con una media battuta vita di .384 ed ha preso parte ai giochi olimpici di Los Angeles (1984) e Barcellona (1992)

Di seguito le sue dichiarazioni contenute nel comunicato stampa ufficiale del club e nell’intervista pubblicata questa mattina dalla “Gazzetta di Parma”:

<Ho incontrato Luca Meli a Milano in occasione delle gare dell’ultimo campionato e abbiamo raggiunto un accordo per il mio ingresso nello staff tecnico del Parma Clima come coach – spiega Bianchi -. Ho seguito le partite della squadra nella seconda parte della stagione e sono tornato nel dugout in occasione della Final Four per l’accesso all’European Champions Cup. La passione è rimasta accesa al cento per cento e sono felice di entrare in uno staff che ritengo molto professionale. Ognuno è consapevole del proprio ruolo, Guido Poma è uno dei tecnici più quotati del panorama nazionale: è concreto, pacato, concentrato sul lavoro da svolgere e sugli obiettivi da raggiungere. Mi occuperò principalmente di battuta: ho già cominciato a lavorare tre volte alla settimana con gli atleti attualmente a disposizione, a partire dal 10 di gennaio intensificheremo il lavoro settimanale>.

Bianchi troverà un baseball italiano ben diverso da quello che ha lasciato.<Parma, Bologna e San Marino sono isole felici. Quando giocavo c’erano sempre sette/otto squadre strutturate: ora è difficile trovare quel livello. Rimini e Grosseto non esprimono più formazioni di qualità, a Nettuno ci sono due squadre… A Grosseto c’erano seimila persone al campo già quando scendevamo dal pullman, prima di andare a giocare a Nettuno sentivi le farfalle nello stomaco già dal mercoledì. Oggi è diverso. Si incontrano giocatori di 18 anni privi di fondamentali…. Non è colpa loro, cinquanta turni di battuta in un anno non aiutano a crescere, per migliorarsi un atleta deve affrontare situazioni di gioco. Il baseball è uno sport nel quale si cresce giocando, basta guardare Stati Uniti, Messico e Giappone dove scendono in campo tutti i giorni>.

Il ritorno di Roberto Bianchi sui diamanti ripropone lo storico dibattito sulla sparizione dai campi di tanti giocatori italiani dall’eccellente passato.

<Altri sport utilizzano le bandiere per la crescita del movimento, il baseball non lo ha fatto. Il nostro sport dipende molto dall’esperienza. Fin dagli ultimi anni di carriera i giocatori dovrebbero mettersi a disposizione dei più giovani per aiutarli a crescere: da noi non è così, nei settori giovanili allenano i papà, gli zii, i nonni degli atleti. Non è costruttivo, non si migliora e tutto si ripercuote sui risultati delle nazionali. Servono buoni maestri e tanta buona volontà. A 16/           17 anni ho avuto la fortuna e la costanza di lavorare con Hiro Tsugawa, un istruttore giapponese che mi costringeva a girare la mazza anche duemila volte al giorno: mi ha massacrato ma i miei risultati li devo tutti a lui>.

Con il suo ingaggio la società del presidente Meli ha messo a segno un grandissimo colpo, destinato ad accrescere il valore e l’immagine del club anche agli occhi dei giocatori verso i quali la società potrebbe mostrare interesse che negli anni scorsi non mostravano grande entusiasmo di fronte alla possibilità di venire a giocare a Parma. Un grande colpo insomma, anche per la credibilità della società. Anche nei confronti delle altre realtà del territorio, con le quali andrà rinsaldato un rapporto che è fondamentale per il futuro.

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