Se si aspettava la matematica eccoci serviti: la sconfitta subita sabato sera al “Cavalli” dal Parmaclima ad opera del Padova sancisce ufficialmente la fine di ogni speranza di accesso ai play-off. Anche se va detto che pure in caso di vittoria le speranze erano in ogni caso legate ad un’improbabile doppia sconfitta del Rimini contro Padule. Tuttavia a fine gara c’erano parecchi musi lunghi nel dug-out, come era facile prevedere. Non tanto per un’esclusione dalla post season ormai purtroppo metabolizzata, quanto per una prestazione decisamente non all’altezza. Contro un avversario che merita grande rispetto ma assolutamente inferiore la squadra di Gerali ha messo in luce tutti i suoi limiti. E forse pure oltre. Sarebbe però troppo facile e troppo comodo gettare la croce addosso ai giocatori che, è vero, non hanno rispettato le attese, ma non hanno certo avuto una strada agevole da percorrere nel corso della stagione. E’ stato rimarcato più volte come le difficoltà incontrate con il lanciatore straniero, prima la scelta di Sanchez che non si è dimostrato all’altezza, poi le problematiche relative all’ingaggio del sostituto abbiano decisamente penalizzato la squadra nella prima parte della stagione. Con esse, va detto, anche la scelta, voluta si è detto, di allestire un roster corto, non ha pagato. Infortuni a ripetizione e indisponibilità a causa di impegni lavorativi, come nel caso di Desimoni, hanno aperto una voragine nella rosa a disposizione del tecnico che è dovuto ricorrere spesso a soluzioni di emergenza. Senza dimenticare il “taglio”, probabilmente ritardato, di Mario Martinez con Josè Castello, un fuoriclasse assoluto che però non è riuscito a rendere secondo le aspettative. Insomma, l’insuccesso in campionato del Parmaclima è dovuto a diversi motivi, come sempre accade non c’è una sola causa. Ora la Coppa Italia, che il Parmaclima affronterà senza Joe Testa che ha già salutato i compagni e rientra negli USA. Nelle prossime ore la società comunicherà se gli altri giocatori stranieri resteranno nel gruppo oppure, quali, eventualmente rientreranno al loro paese. Chiaro che sarebbe stato diverso giocare questa competizione con la rosa al completo, ma a questo punto, viste le richieste dei giocatori, la società potrebbe reputare corretto risparmiare e iniziare a pensare alla costruzione della squadra del prossimo anno. Qualsiasi scelta, a questo punto, sarebbe condivisibile. Poi si aprirà la “partita” per la guida tecnica che raccoglierà l’eredità di Gilberto Gerali, per la quale si stanno già rincorrendo voci che è difficile ritenere attendibili. Non resta che aspettare, anche perché, squadra a parte, quella del tecnico potrebbe non essere l’unica novità per la prossima stagione. M è ancora presto e molte cose potranno succedere, meglio pensare a chiudere degnamente un 2016 che era partito con ben altre prospettive.

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