Commentare un torneo internazionale che assegna una vittoria senza far disputare la finale ad una squadra che ha giocato una partita in meno della seconda (ma ha vinto lo scontro diretto) e ha ottenuto la sua ultima vittoria disputando una ripresa in meno, con la sua avversaria in rimonta, risulta particolarmente ostico, se non assolutamente inutile. Inutile però non è stato di certo partecipare a questo torneo per la nazionale azzurra. Per diversi motivi. Innanzitutto, in vista dell’europeo 2019 e delle qualificazioni olimpiche in programma il prossimo inverno, Gerali ha potuto verificare la competitività di una squadra che può essere considerata “quasi titolare”, al netto di eventuali ulteriori innesti o, al contrario, possibili defezioni, causa infortuni o indisponibilità da parte dei club di appartenenza per quanto riguarda i giocatori impegnati oltre oceano. Secondo, sempre il manager ha avuto l’opportunità di visionare alcuni giovani e valutarne la loro affidabilità al cospetto di nazionali che, a parte la solita Olanda, hanno mostrato di poter rappresentare uno scoglio molto meno agevole rispetto al passato. Terzo, da non sottovalutare, la possibilità di amalgamare il gruppo per un periodo di tempo medio-lungo e di permettere a diversi giocatori di allungare sensibilmente la loro stagione (sabato gran parte dei partecipanti al Super Six volerà in Arizona per un interessante e probante Instructional league, nel corso della quale disputeranno altre otto amichevoli contro rappresentanti di altrettante Franchigie MLB)

Ma veniamo al rendimento della squadra in questo nuovo torneo amichevole (Che però, grazie al secondo posto garantisce agli azzurri di entrare a far parte del programma olimpico e quindi di percepire, da qui al 2020, un’indennità di preparazione di circa 16.000 Euro), che ha messo in mostra una nazionale particolarmente esplosiva nel box di battuta. Addirittura, nel match contro la Repubblica Ceca, terminato 22-10 in cinque riprese, gli azzurri hanno colpito ben nove fuoricampo. Colabello, liddi e Mazzanti hanno trainato il gruppo, Maggi ha risposto ottimamente. Anche la difesa ha giocato con grande sicurezza, Vaglio, Maggi e Liddi su tutti. Il campo esterno, dove a causa dell’infortunio di Koutsoyanopoulos ha esordito Garcia, tutti i giocatori impegnati hanno risposto molto bene.

Monte di lancio solido, con Maestri e Lugo di qualità superiore, attorno a loro lo staff tecnico dovrà valutare chi potrà essere adeguato a sostenerli, comprese le eventuali disponibilità di altri “big”, impegnati in campionati esteri, come, non va dimenticato, Thiago Da Silva. Del gruppo partito per l’Arizona, fanno parte anche altri tre giocatori del Parma Clima: Michele Pomponi e Yomel Rivera per il monte di lancio e Sebastiano Poma, grande assente al Super Six per infortunio.

Tra i parmigiani presenti al Super Six, si è distinto il capitano del Parma Clima Leonardo Zileri, rientrato con pieno merito nel gruppo azzurro e autore di prestazioni convincenti. Leo sembra vivere una seconda giovinezza e anche in nazionale è tornato ad essere un titolare fisso nel progetto di Gilberto Gerali.

Come si evince anche dalle dichiarazioni del tecnico, possono considerarsi definitivamente fuori dal gruppo, a meno di clamorose defezioni o infortuni di alcuni titolari, sia Alex Sambucci, chiuso da Liddi, Colabello e Mazzanti, e Stefano Desimoni, penalizzato dal grave infortunio subito nel finale della regular season, ma anche da una concorrenza giovane e particolarmente talentuosa: Garbella, Celli, Poma e Koutsoyanopoulos, insieme a Zileri ed eventualmente Reginato, saranno gli esterni che si giocheranno il posto per europeo e qualificazioni olimpiche, salvo ulteriori rinforzi da oltre oceano.

Chi invece si è guadagnato un’altra chance, grazie alle sue ultime prestazioni e alla rinuncia da parte di Yury Morellini, è Yomel Rivera, aggregato all’ultimo alla spedizione in Arizona.

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