Al via un Parmaclima che punta al titolo

Entusiasmo alla presentazione della squadra martedì scorso. Meli, Fochi, Renaud, il Manager Gianguido e il capitano Sebastiano Poma convinti delle potenzialità della squadra. L'ostacolo di una formula campionato del quale si fatica a comprendere la logica.

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Sarà l’anno della ripartenza per il Parmaclima. Ripartenza dopo più di un anno di pandemia ed incertezze, ripartenza con un nuovo presidente e un nuovo consiglio direttivo. Ripartenza, lo sperano i tifosi e tutta la città (anche se purtroppo c’è qualche birichino che si diverte a tifare contro…), ci conta tutto il nuovo management societario che si è presentato ufficialmente, insieme alla squadra, nella mattinata di martedì, in rigorosa diretta Facebook, con presenza solo, dietro richiesta di accredito, di alcuni rappresentanti degli organi di informazione locali.

Il progetto, come è più volte definito, è partito già da alcuni anni e adesso, lo dice senza mezzi termini il presidente Meli “L’obiettivo è quello di vincere”. Nel corso della conferenza stampa di presentazione, il GM Massimo Fochi ha voluto sottolineare come la società “non abbia una disponibilità economica particolarmente superiore agli scorsi anni, ma si è cercato di ottimizzare le risorse a disposizione per allestire una squadra competitiva”

Come abbiamo più volte scritto, quest’anno, la casa è stata costruita per gradi e con buon senso, partendo dalle fondamenta: nuovo è il consiglio direttivo, rinforzata la compagine dirigenziale, rinforzato lo staff tecnico e solo dopo è stata puntellata la squadra, sulla base delle indicazioni ricavate dalle scorse stagioni. Nuovi sono i due ricevitori, Mineo e Astorri, nuovi sono i lanciatori stranieri Campos, vera e propria stella del gruppo e Bencomo. Nuovi anche i position players provenienti da oltre confine: l’esterno italo-cubano Noel Gonzales Sanamè, arrivato grazie< ai buoni uffici di Sal Varriale, gli interni Leo rodriguez (già ingaggiato nel 2020 ma poi mai arrivato causa COVID) e l’ex piacenza Joacquin. Poi i giovani, Battioni, il confermato Viloria e il lanciatore Acerbi, anche lui arrivato da Collecchio, all’ultimo momento.

“Vinceremo!” ha affermato convinto il neo capitano (anche questo lo avevamo annunciato, ma ci era stato chiesto di cancellarlo…) Sebastiano Poma, sicuro del valore della squadra, che, come noto, sarà impegnata nella terza settimana di luglio, anche nella Coppa dei Campioni, in programma a Ostrava.

Concretamente la squadra affidata a Gianguido Poma, nel cui staff sono entrati a far parte Marcello Saccardi, il pitching coach Pedro Orta e Luca Scalera, è decisamente un’ottima squadra, considerato anche il tipo di campionato che andrà ad affrontare. Forse ancora un gradino sotto i campioni d’Italia dell’Unipol Bologna, della T&A San Marino e del neo-promosso Nettuno, ma in grado assolutamente di giocarsela e, perché no, di vincere. Molto bene il monte straniero, se Bencomo non accuserà problemi fisici, qualche dubbio in più sulla profondità del pitching-staff italiano, in particolare in vista della seconda fase: E’ vero che le partite settimanali sono solo due, è vero che l’affidabilità di Aldegheri e Rivera non è in discussione, che Pomponi si è ampiamente ripreso dopo l’infortunio, già lo scorso anno, madietro di loro c’è solo il giovane Acerbi. Si confida nelle doti di Pedro Orta e nella dea bendata, che possa evitare di perseguitare, come in passato, con infortuni di varia natura. Per il resto, squadra completa e logica: buoni contattisti e, all’occorrenza, la giusta potenza, da parte di Rodriguez, Mineo, Poma e Sambucci. Al manager il compito di trovare la soluzione via via migliore, a seconda della situazione, nella scelta tra i due ricevitori, tra gli esterni (Battioni, Viloria, Desimoni e uno tra i ricevitori), gli interni (Joacquin o lo stesso Battioni, Sambucci o Mineo, quando non riceverà) e il battitore designato.

In generale, però, lo ha ribadito senza mezzi termini il direttore sportivo Renaud, la difficoltà maggiore sarà costituita da un campionato assolutamente non allenante, con un livello bassissimo in una prima fase scontata e la necessità di giocarsi l’accesso alla finale per il titolo in sole quattro partite (i due scontri diretti della seconda fase). Una problematica che esiste, sicuramente, anche per le altre aspiranti al titolo e che non aiuta Parma, Bologna e la stessa nazionale azzurra di Mike Piazza al titolo europeo. Davvero non si capisce il criterio di questa scelta e il reciproco rimpallo della paternità tra esponenti della federazione e società è davvero stucchevole e rischia solamente di indirizzare sempre di più il baseball italiano nel buco nero dell’invisibilità, sempre più lontano, da pubblico, media ed eventuali nuovi tesserati. E’ la nostra opinione e saremmo veramente felici di essere smentiti.

Il campionato , inizialmente previsto a 32 squadre, parte, oltretutto, con l’immancabile rinuncia dell’ultimo minuto, da parte del Bollate, che lascia addirittura un girone con sole tre squadre. Non ci permettiamo di addentrarci sulle motivazioni, oltretutto apprendiamo delle difficili condizioni di salute del presidente Bertani, al quale mandiamo un grande in bocca al lupo, ma è evidente come passino gli anni, ma questo movimento non sia in grado di trovare una strada condivisa e duratura.

Mentre scriviamo queste righe il Parmaclima è già in campo, allo stadio “Cavalli”, contro il Grizzlies Torino (Stasera alle 20,30 Gara-2) e la sfida, a porte chiuse, è visibile sulla pagina facebook della società, con nuova grafica e miglior qualità delle riprese. Il gruppo comunicazione della società sta lavorando davvero bene su internet, attraverso le varie piattaforme social, per cercare, con varie iniziative, di coinvolgere sempre di più gli appassionati.

 

 

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