Il Real Madrid chiama, il Parma baseball risponde: al termine di una palpitante finalissima sul diamante di Bonn, supera per 7-6 in rimonta i Pirates di Amsterdam e conquista la massima competizione continentale per la quindicesima volta. E’ il secondo successo consecutivo per la squadra allenata da Gianguido Poma e non accadeva dal biennio 1998-99, dai due trionfi di Barcellona e Nettuno. Ma se quel Cariparma era ormai a fine ciclo, questo Parmaclima promette di essere solo ai primi passi di una lunga storia di successi. Quello ottenuto ieri sera è un trionfo a tutto tondo, che assume valore ben maggiore rispetto a quello di un anno fa a Ostrava, quando una serie di coincidenze facilitarono la vita al Parmaclima in semifinale e finale, dopo i brividi della prima fase. Allora le squadre olandesi snobbarono l’evento, al quale parteciparono giusto per onor di firma. Quest’anno hanno lottato con il coltello tra i denti e sfoderato le loro migliori caratteristiche: aggressività, potenza, velocità, esperienza. Come lo scorso anno Parma ha battuto in finale una squadra con la quale aveva perso nello scontro diretto del girone eliminatorio. Una squadra apparsa superiore nel complesso, ma alla quale i campioni d’Europa hanno opposto poi carattere, determinazione, intelligenza e anche quella potenza che non guasta mai. La potenza delle braccia di Noel Gonzalez, autore al quinto del fuoricampo che ha rimesso in partita la squadra, riportandola ad una sola lunghezza, 5-4, dopo il secondo homer di Richardson del 3-3 e i punti di Schoop e Sams sul singolo di Loopstok al terzo. La potenza di Manuel Joseph, risultato decisivo, nelle riprese finali, con il “solo-homer” con cui al settimo ha nuovamente ridotto ad un punto lo svantaggio dal fortissimo Amsterdam che sembrava lanciato verso la vittoria e, soprattutto, il profondo doppio a sinistra del sorpasso, per i punti decisivi di Koutsoyanopoulos e Talevi. Ma anche talento, tanto talento: quello di Riccardo Flisi, lasciato in panchina per gran parte del torneo, a vantaggio di un Desimoni ancora evidentemente condizionato dal lutto familiare subito e nullo nel box di battuta, ha risposto con uno spettacolare 3 su 3 nel box di battuta in finale. Il talento di Battioni, vera sorpresa del manager nel ruolo di terza base, autore di alcune giocate strepitose. Il talento, soprattutto, dei lanciatori: Contreras, già determinante da closer nella semifinale vinta al decimo contro i padroni di casa venerdi sera, si è ripetuto con due inning di qualità, poi Diaz, stakanovista, Rivera, arrivato ad un eliminato dalla vittoria, ma con i punti del sorpasso in base. Infine Habeck, freddo come un ghiacciolo, nel momento di salire sul monte al nono, perfetto nel lasciare di stucco Van Den Sanden con una dritta dalla velocità supersonica, dopo aver lanciato due ball e dopo due foul ball che avevano fatto sudare freddo.

E’ finita con il giusto tripudio di una squadra che corona un record difficilmente battibile: è la squadra più titolata a livello europeo, con 19 trionfi (13 Coppe dei Campioni, 2 European Cup, 1 Coppa delle Coppe, 1 European Super Cup, 1 Coppa del Mediterraneo e 1 Coppa dei Club).

Un record che merita di essere incrementato nei prossimi anni…possibilmente davanti al pubblico di casa….

Per il momento è giusto festeggiare e, da lassù, da una settimana c’è qualcuno che lo starà sicuramente facendo. Colui che per la prima volta mi ha accompagnato su un campo da baseball e che avrebbe dato qualsiasi cosa per vedere dal vivo l’altro suo figlio vincere il titolo europeo con la squadra della sua città.

Questa Coppa è anche tua, Papà!

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