Tutto da rifare: dopo aver battuto Cuba all’esordio, gli azzurri di Mike Piazza escono sconfitti per 11-7 dalla bolgia infernale dell’Intercontinental baseball Stadium dalla squadra di casa, dopo aver capovolto per due volte il risultato ed ora sono costretti a vincere contro Panama e Olanda per sperare di accedere al secondo turno.

E’ un destino crudele, ma l’intricatissima ragnatela di combinazioni, causata dai pazzi risultati delle prime giornate potrebbe escludere dalla seconda fase una squadra con tre vittorie. Ma non andiamo troppo oltre e restiamo ad oggi, a poche ore dalla sfida da dentro o fuori contro Panama (diretta ore 5,00 italiane su Skysport Arena) e alla sconfitta subita stasera dall’Italia contro forse la China Taipei più bella e arrabbiata degli ultimi anni.

Vincere in quell’inferno non sarebbe stato facile per nessuno e l’Italia, scesa in campo con Castellani lanciatore partente, Vito Friscia designato al posto di Valente e David Fletcher al secondo posto del line-up, ha inizialmente subito la pressione di un pubblico caldissimo, appassionato e rumorosissimo. Poi si è ripresa, ha ribaltato il risultato, ma ogni volta ha commesso delle ingenuità che poi hanno spalancato le porte alla terrificante reazione dei padroni di casa.

Sono stato molto indeciso su come impostare questo resoconto e soprattutto su quale interpretazione dare ad alcuni episodi che, inevitabilmente, sono destinati a far discutere a lungo, soprattutto un popolo come quello italiano. Dopo essermi consultato e aver ascoltato l’opinione di più persone sono giunto alla conclusione che per dare dei giudizi avrei la necessità di conoscere elementi che solo chi stava nel dug-out può avere.

Al primo inning, con due eliminati e conto pieno, Ryan Castellani lasciava sul filo basso dell’area dello strike un’invitantissima palla da spedire oltre la recinzione per il terzo uomo del line-up taiwanese che poteva così portare in vantaggio i suoi. Poco prima, sempre con due out Pasquantino, dopo aver colpito una valida in mezzo agli esterni, chiedeva troppo alle sue gambe e veniva eliminato in seconda. Il tentativo, probabilmente poteva starci, la chiamata dell’arbitro, giusta sul tempo, mi è parsa dubbia sulla toccata. Ma veniamo all’episodio chiave della prima parte dell’incontro: Italia, squadra ospite, andava a battere nella parte alta del secondo, sotto di un punto e, grazie grazie a Dominic Fletcher e Brett Sullivan riempiva prima e seconda base con due valide, poi Friscia con una volata di sacrificio spostava Fletcher in terza. Con un eliminato andava a battere Nicky Lopez, forse il migliore all’esordio con Cuba e la panchina chiamava un “safety squeeze”, che veniva perfettamente eseguito e permetteva all’Italia di pareggiare. Subito dopo, però Ben De Luzio realizzava un triplo con il quale gli azzurri si portavano in vantaggio. Poi arriva il terzo out e De Luzio si ferma in terza. Ora, con il senno di poi è facile dire che si sia trattato di una scelta sbagliata, perché eravamo al secondo inning, con una partita davanti, avevamo appena realizzato due valide e avevamo uno dei nostri migliori battitori nel box, oltretutto, il punto sarebbe entrato comunque subito dopo. Ma…innanzitutto non potevamo saperlo, seconda cosa, molto importante da considerare è la caratteristica di questo torneo: si tratta di partite secche da giocare per vincere e con la necessità di “vincere” ogni lancio, ogni inning.  Non sappiamo quindi quali informazioni avesse lo staff tecnico nel dug-out, quali fossero eventualmente le statistiche di Lopez contro Chiang Shao Ching, il partente di casa.

Ragion per cui lasciamo il giudizio in sospeso. Al cambio campo, grazie ai problemi di controllo di Castellani, Taiwan poneva le basi per pareggiare, trovando ancora la valida decisiva con due out (e due…). Castellani viene rilevato da Biagini che non migliora le cose e deve lasciare il posto a Woods sul punteggio di 4-2. La ripresa termina sul 5-2.

L’Italia però è viva e riprende a colpire in attacco i singoli di Sullivan, Lopez e Mastrobuoni e il doppio di Sal Frelick permettono alla squadra di Piazza di ribaltare nuovamente il punteggio: 6-5. Al quinto è ancora Lopez a trovare la valida del 7-5, mentre la difesa protegge il risultato con un paio di splendide giocate.Al sesto però Yu Cheng pareggia la sfida con un fuoricampo da due punti, al centro, di nuovo con due eliminati.

Al settimo l’Italia va in bianco. Sul monte sale Marciano, ma non basta: arrivano tre singoli che permettono a Taipei di mettere il naso avanti, poi la squadra di casa allunga fino all’11-7 e la seconda sfida azzurra al Classic termina così. Stamattina alle 5,00 italiane la sfida con Panama: chi perde è fuori dal WBC 2023.

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