Lo storico appuntamento del Tokyo Dome è oramai alle porte. I guantoni sono pronti per essere indossati, le spike sono state ripulite con cura per l’occasione, le casacche ben stirate con quel profumo inconfondibile che accompagnano i vestiti ritirati dalle migliori lavanderie. Siamo consapevoli che affronteremo un autentico squadrone come il Giappone, ma siamo altrettanto consapevoli che se i “Piazza-boys” sono arrivati fino a qui, riuscendo a superare scetticismo e compagini sulla carta ben più quotate, allora tutto è possibile, ben consci che in fin dei conti 27 out li debbano fare anche i nostri avversari.

Per gustarci appieno questo storico incontro per i nostri colori abbiamo pensato di farvi questa breve guida, ripercorrendo sia quel lineup “tipo” della squadra nipponica che è riuscito a segnare la bellezza di 38 punti nelle 4 partite del girone sia facendo un giro sul monte di lancio stellare che ha a disposizione il manager Hideki Kuriyama e che di punti ne ha presi solo 8 in 36 innings.

Il primo battitore da affrontare sarà certamente Lars Nootbaar, esterno centro mancino dei St.Louis Cardinals dalle lunghe leve ma che sa anche essere veloce sulle basi. In questo torneo ha battuto 6 valide su 14 apparizioni al piatto (tutti singoli) che, insieme alle 4 basi su ball guadagnate, ci dicono che è andato in base per il 57,9% delle volte. E’ un leadoff molto pericoloso e soprattutto completo. Riuscire a limitare la sua presenza sulle basi sarebbe davvero importante.

Al numero due in battuta troviamo Kensuke Kondoh, uno degli uomini più caldi in battuta di tutto il lineup. 29enne esterno mancino che gioca da sempre ad Hokkaido nei Nippon Ham Fighters, ha una media battuta di .467 nel girone con 1 fuoricampo 5 punti battuti a casa. Nonostante la struttura fisica non troppo possente è in grado di battere molto profondo con linee difficilmente gestibili dalle difese (4 doppi per lui fino ad ora).

Per completare la terribile tripletta della parte alta troviamo un altro mancino… proprio lui, Shohei Ohtani, il marziano amante del gioco sceso sulla terra nonché MVP della pool B. La stella dei Los Angeles Angels non ha di certo preso sottogamba questo torneo come dimostra la sua media 500 in battuta con 1 fuoricampo ed 8 rbi per una OPS impressionante di 1.684. Come se non bastasse sarà anche il lanciatore partente, ruolo nel quale ha lanciato 4 innings nella partita inaugurale con 5K ed una sola valida subìta.

Nel ruolo di clean-up gioca Munetaka Murakami, 23enne degli Yakult Swallows di Tokyo. Il possente terza base è una delle stelle emergenti del campionato giapponese, chiuso nel 2022 con 56 fuoricampo e 134 RBI. In questo Classic è stato un po’ la nota stonata riuscendosi a sbloccare battendo una valida solo nella terza partita. Per ora il suo torneo dice di una media battuta di .143 con 2 RBI ma con 7 strikeout su 14 AB. Attenti però che se il ragazzo si sveglia sono dolori seri per tutti quanti.

Quinto in battuta è l’esterno sinistro Masataka Yoshida (manco a dirlo, mancino pure lui), 29enne firmato poco prima dell’ultimo Natale dai Boston Red Sox dopo tutta una carriera passata negli Orix Buffaloes nella NPB. Yoshida è un eccellente battitore con un buon contatto dalla media carriera di .326 in Giappone che si sta confermando anche in questo Classic: 417 di media battuta con 8 punti battuti a casa e una disciplina ferrea al piatto che lo rende quasi impossibile da mettere strikeout

Scendendo di una posizione troviamo il prima base nonché primo dei battitori destri, Kazuma Okamoto. Conosce molto bene il Tokyo Dome visto che gioca da 8 stagioni proprio negli Yomiuri Giants e dove è abituato a spedire con regolarità la pallina oltre la recinzione. E’ un battitore di potenza molto regolare, con oltre 30 fuoricampo battuti in tutte e 5 le ultime stagioni. In questo Classic si è limitato a 2 soli singoli, ma con 5 basi su ball guadagnate che gli alzano la media di arrivi in base a .467. Insieme a Murakami è uno di quei giocatori pronti ad esplodere da un momento all’altro.

In seconda base troviamo il settimo del nostro giro di lineup, Testuto Yamada, buonissimo difensore ed eccellente baserunner che può ricoprire anche il ruolo di interbase. Battitore destro, non ha medie clamorose ma è in grado di batterla negli spalti con buona regolarità. Il punto debole è forse la disciplina al piatto, caratteristica confermata nella prima fase del torneo.

Il ruolo di interbase e di ottavo in battuta se lo dividono Takumu Nakano e Sosuke Genda. Il primo gioca negli Hanshin Tigers, buon difensore che unisce anche un ottimo baserunning ad una buona presenza al piatto. Genda invece è più difensore rispetto a Nakano ma con qualche lacuna in più in battuta.

A chiudere il lineup il catcher Takuya Kai, esperto ricevitore dei Fukuoka Softbank. Ecellente regista dietro al piatto ed eccellente difensore, al piatto è decisamente l’anello debole di tutto il lineup. Per lui una sola battuta valida fin’ora nel Classic. Dovremmo vedere lui in quel ruolo (forma un eccellente duo con Ohtani), ma non sarebbe impossibile trovare anche Yuhei Nakamura, catcher dalle stesse caratteristiche di Kai anche come struttura fisica.

Sul monte di lancio sappiamo già che troveremo Shohei Ohtani nel ruolo di partente del quale abbiamo già parlato in precedenza. Rumors parlano di Yu Darvish come possibile primo rilievo, soprattutto nel caso in cui il manager nipponico decidesse di non fare effettuare troppi lanci al proprio partente per averlo poi disponibile in finale. Darvish, partente dei San Diego Padres, non ha lanciato benissimo contro la Corea ma rimane comunque un assoluto fuoriclasse. Più difficile vedere sul monte il “fenomeno” Roki Sasaki, destinato a lanciare in semifinale così come Yoshinobu Yamamoto, partente utilizzato solo 3 giorni fa nella quarta ed ultima gara del girone.

Quali altri rilievi potremmo trovare? Partiamo da Hiroya Miyagi, che di mestiere fa il partente negli Orix Buffaloes che ha già lanciato 5 riprese da rilievo contro la Repubblica Ceca. Mancino con eccellente controllo e discreta velocità, potrà essere sicuramente utilizzato contro un lineup zeppo di mancini come quello italiano. Anche il giovane Shosei Togo potrebbe essere un’opzione per lanciare sul monte “di casa” (gioca negli Yomiuri Giants) e può essere in grado di completare anche un giro di lineup. Guardando più nel reparto degli “specialisti” troviamo Hiroto Takahashi, giovanissimo lanciatore dei Chunichi Dragons dotato di ottima velocità e buona varietà di lanci, così come Atsuki Yuasa, giovane rilievo degli Hanshin Tigers o Yuki Udagawa degli Orix Buffaloes.

Anche il monte di lancio, così come il lineup, è completo, profondo e vario potendo permettere a Kuriyama ampia scelta e diverse opzioni.

Tutti pronti allora? Alla meravigliosa sfida manca ancora meno. FORZA AZZURRI!!

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