Il World baseball Classic dell’Italia è finito. La squadra allenata da Mike Piazza si ferma ai quarti di finale, sconfitta per 9-3 dal Giappone davanti ai 50.000 del Tokio Dome. Un percorso entusiasmante che si interrompe per mano dell’avversario probabilmente più quotato, sicuramente quello più ostico da affrontare in questo momento. Ma il bilancio della spedizione azzurra, che avremo modo in seguito di analizzare, va considerato ben più che positivo. L’amarezza per una sconfitta che comunque poteva essere preventivata, deve insomma lasciare presto spazio alla soddisfazione per i risultati raggiunti, che vanno ben al di là della mera classificazione sportiva che, già così, va considerata storica: alla pari di quello ottenuto nel 2013, si tratta del miglior piazzamento in un World Classic e, al netto del bronzo agli Intercontinentali del 2010 e dei Mondiali italiani del ’98, disputati senza, ovviamente, i giocatori di MLB, anche il migliore in assoluto nella storia del nostro baseball.
“Le possibilità di vincere le abbiamo, ma dovremo giocare una partita perfetta”, aveva dichiarato il Manager Mike Piazza a poche ore dalla sfida. Perfetta l’Italia, va ammesso, non la è stata: 8 basi su ball, un paio di errori difensivi, una straordinaria presa dell’esterno sinistro giapponese, hanno permesso alla squadra di casa di mettere a segno e difendere un break risultato decisivo.
Un’ora prima del play-ball il Tokio Dome, lo storico impianto coperto, casa degli Youmuri Giants, costruita nel 1988 e teatro già di diverse sfide di campionato di MLB, offre un gran bel colpo d’occhio e si avvia a passi svelti verso il pienone. Davanti a centinaia di reporter l’Italia effettua il suo riscaldamento con la divisa blu scura utilizzata nelle sfide con Cuba e Taiwan, poi si veste di azzurro. Gran bel colpo, quello dello sponsor tecnico Errea che si assicura un passaggio in mondo visione in occasione di un evento storico. Ma anche di questo avremo modo di parlare.
Intanto sul campo si allestisce una breve cerimonia di chiusura delle partite giocate a Tokyo: Sull’erba si dispongono le bandiere delle squadre impegnate nella prima fase e nei due quarti di finale (le cinque del girone di Tokyo più Italia e Cuba) e quella del World Baseball Classic, sorrette da un centinaio di ragazzini. Sul maxi schermo scorrono le immagini dei giocatori delle due squadre, poi è già tempo di suonare gli inni nazionali. Lo sportivissimo pubblico giapponese, in piedi, ascolta in religioso silenzio, per lasciarsi andare, al termine di entrambi ad un applauso scrosciante. Sugli spalti, insieme al presidente della FIBS Andrea Marcon, sono presenti il ministro alla difesa della Repubblica italiana Guido Crosetto e l’ambasciatore italiano a Tokyo Gianluigi Benedetti.
Si comincia: l’idolo di casa Ohtani sale sul monte di lancio per iniziare la partita incoraggiato da più di 50.000 persone, il momento è emozionante. L’ex giocatore dei Los Angeles Angels inizia la sua teoria di lanci dalla velocità supersonica: toccherà anche l’impressionante cifra di 102 mph! I suoi lanci, per la verità, non sono tutti nella zona dello strike, anzi. Ma per il giappone basta e avanza per arrivare al quinto, quando gli azzurri costringono il manager di casa a sostituirlo. E’ quello il momento di svolta dell’incontro, perché il rilievo Hiromi Itoh chiude il terzo out di un inning complicato con il Giappone avanti per 4-2 e al cambio campo il Giappone approfitta dei problemi di controllo di Andrea Pallante per mettere due corridori in base, poi, contro Nittoli, realizza due doppi con Murakami e Okamoto, che permettono l’ingresso di altri tre punti, fissando il parziale sul 7-2
E’ comunque un’ottima Italia per metà partita: parità nel numero di valide complessive, parità assoluta nelle prime due riprese nelle quali, è proprio l’Italia a realizzare la prima valida. Poi al terzo inning l’ingresso del rilievo La Sorsa, decisivo con l’Olanda, apparso invece in difficoltà contro il line-up giapponese, manda in base a Kondoh e poi non riesce ad eliminare in prima Ohtani, che si esibisce in un inatteso bunt a sorpresa, con il quale spinge il compagno in terza. Sulla successiva rimbalzante di Yoshida, un ottimo Lopez, ben piazzato, riesce ad ottenere il primo eliminato, ma non evita il punto del vantaggio giapponese. La successiva base su ball concessa a Murakami è il preludio allo strepitoso fuoricampo realizzato poco dopo da Okamoto su uno slider rimasto alto al rilievo azzurro. Al quarto l’Italia prova a reagire, con un singolo di Niky Lopez,ma dopo due eliminati e la base ball guadagnata da Pasquantino, l’esterno sinistro Yoshida ruba letteralmente un doppio a Mastrobuoni a due passi dal muro del fuoricampo, con le spalle rivolte al campo e chiude una ripresa che altrimenti avrebbe potuto cambiare la storia del match. Al quinto infatti l’Italia dimezza lo svantaggio: gli azzurri riempiono le basi, con due eliminati, dopo i colpiti a De Luzio e Lopez, intervallati dalla valida di David Fletcher e dalla volata di Frelick, poi Dominic Fletcher trova il singolo tra centro e destra che vale due punti e la sostituzione di Ohtani. Come detto, il rilievo Itoh ottiene un preziosissimo out su Sullivan dopo un lungo duello e al cambio campo il Giappone scappa via. Dal settimo l’ingresso sul monte di Yu Darvish annulla l’attacco azzurro, mentre il Giappone ottiene altri due punti, con il fuoricampo di Yoshida e il singolo di Glenda contro Matt Festa, subentrato a Marciano.
All’ottavo gli azzurri si svegliano nuovamente con il primo fuoricampo in questo torneo realizzato da Dominic Fletcher (il migliore con tre punti battuti a casa) e la valida di Sullivan, però subito dopo Pasquantino batte in doppio gioco.
Al nono c’è spazio anche per il nostro Alberto Mineo, che va in battuta come “pinch-hitter” e ottiene una bella valida al centro. L’unica valida “nata e cresciuta” in Italia, per la gioia dei “contestatori”, ma anche dei tifosi del Parma. Una valida che viene poi riproposta per ore sui social, con tanto di complimenti dei telecronisti americani.
L’Italia esce dal torneo a testa alta, consapevole di aver compiuto una grande impresa passando il turno e di aver spaventato il Giappone e i suoi 50 000 tifosi per cinque riprese.




























