E’ ferragosto, tutti al mare…anzi no, tutti allo stadio di baseball perché iniziano i play-off!

Se saranno proprio tutti, ne dubitiamo, lo vedremo stasera, a partire dalla 20,30 (Diretta streaming sul canale You Tube del Parma baseball), quando il Parmaclima sfiderà il Nettuno nella prima gara di una serie al meglio delle cinque partite, valevole per i quarti di finale. Le altre serie in programma sono San Marino-Modena, Bologna-Black Panthers Ronchi e Macerata-Grosseto.

Dopo mesi di esperimenti e partite di poco valore, finalmente si fa sul serio. In questi mesi a Parma abbiamo sentito scuse di ogni genere, a giustificazione di risultati non sempre all’altezza: è arrivato il momento di smettere di parlare e iniziare a far suonare le mazze. Magari rispondendo sul campo alle nostre (inteso come stampa in generale) critiche.

L’avversario è di quelli che evocano epici confronti del passato, grandi battaglie sul campo e fuori, sfide leggendarie concluse spesso in modo inatteso. Come nel 1980, quando una Parmalat ormai estromessa dalla lotta scudetto, rimontò dieci punti al Nettuno allo Steno Borghese e fece perdere il titolo ai laziali. O come nel 1986, quando alla prima edizione dei Play-off, un remo di un albero nei pressi dell’esterno del vecchio impianto nettunese, negò un fuoricampo terrificante e dicisivo a Bob Roman e Parma, che era Campione d’Italia e d’Europa in carica, perse partita e poi la serie, contro ogni pronostico. Ma come dimenticare le quasttro serie consecutive per lo scudetto, dal 1994 al 1997, tre vinte da Parma e una da Nettuno. Nel 1994 un Cariparma nettamente più forte sudò le proverbiali sette camicie per aver ragione di un Nettuno mai domo che si arrese solo a gara-5 al decimo inning, dopo tre espulsioni, con un decisivo fuoricampo di Massimo Fochi. Nel 1996 il Nettuno, avanti di tre partite rischiò di subire la remuntada nel ritorno al vecchio Europeo, ma dopo aver perso nettamente Gara-4 e Gara-5 e ad aver subito una clamorosa rimonta dal 7-2 al 7-7 in Gara-6, trionfò al decimo ponendo fine all’era Donzelli con uno scudetto voluto e meritato, festeggiato con una leggendaria festosa invasione di campo dei tifosi nettunesi all’ultimo out.

Parma rese la pariglia l’anno successivo allo “Steno Borghese”, inferocito contro gli arbitri, che furono costretti ad interrompere Gara-7 per motivi di ordine pubblico e poi ad ordinare una prosecuzione-farsa, al fine di poter sfollare gli spettatori senza problemi, con il titolo che sarebbe comunque stato assegnato a Parma a tavolino.

Vinse invece, meritatamente, sul campo, ancora al vecchio Europeo, il Nettuno, la serie di semifinale del 2007. Quella che ha rappresentato la più grande delusione dell’era-Rinaldi per il Parma baseball. Dopo una stagione, iniziata da Underdogs con una squadra, quella si, molto giovane e terminata al primo posto in Regular season in un crescendo di prestazioni entusiasmante, il Cariparma di Gerali proseguì la sua marcia nella serie di semifinale contro il Nettuno del “mito” Galasso. Una serie iniziata ad handicap per la squalifica di due partite comminata al suo miglior battitore, Laidel Chapelli, in seguito ad una gigantesca rissa scatenata a Rimini all’ultima partita della stagione regolare. Uno a Uno a Parma, dopo le tre partite di Nettuno la serie era sul 3-2 per Parma, che aveva a disposizione due match ball all’Europeo, ma era costretta a vincere Gara-6 per non trovarsi ad affrontare nuovamente Galasso.

Era tutto pronto per festeggiare il ritorno in finale dopo dieci lunghi anni: a Sala Baganza, dove era in corso il tradizionale torneo, fu allestito un maxischermo, l’organizzazione, per volere di Leonarda Fontana, predispose anche un pullman per portare la squadra a cena al centro sportivo subito dopo la partita e festeggiare in mezzo agli appassionati. Da Sala partirono diversi pullman di appassionati, lo stadio Europeo, dopo tanto tempo era tornato a riempirsi. Erano 3800 gli spettatori, cifra mai più raggiunta, nemmeno per lo scudetto 2010. La partita sembrava una passeggiata trionfale, con Parma avanti 9-2 al quinto. La festa era iniziata, ma non si erano fatti i conti con il cuore nettunese. I laziali infatti rimontarono punto su punto, fino a vincere 12-9. Tutto rimandato alla sera dopo. Ma Parma aveva accusato il colpo e, a parte una reazione nel finale, con i due tripli di Desimoni, lasciò il campo al Nettuno che vince 12-7, andò in finale e fece scendere il gelo anche sul centro sportivo di Sala.

Peggio ancora per Parma, andò nel 2011. Nell’ultimo turno del round Robin di semifinale al Parma servivano due vittorie: la prima a Nettuno, dopo una gran partita di Grifantini, la gettò via Marco Yepez con un imperdonabile errore all’interbase, le altre due al “Cavalli”,con un Cariparma ormai abbacchiato, le vinse facile il Nettuno che festeggiò così il suo ritorno in finale dopo nove anni. Finale che rimase l’ultima fino ad oggi per l’allora squadra di Bagialemani.

Oggi sulla carta non c’è partita, troppa differenza tra un Parmaclima pieno zeppo di campioni e un Nettuno forte ma ancora giovane. Sulla carta. Poi sul campo potrebbe succedere tutt’altro. Perché se il Nettuno, che ha chiesto di giocare tutta la serie  Parma per le note problematiche tecniche al proprio impianto, non ha nulla da perdere, la squadra di Saccardi si presenta in condizioni tutt’altro che ottimali. Nessun problema fisico, fanno sapere dallo staff tecnico, a parte un acciacco al lanciatore Guillen, comunque disponibile, ma una situazione psicologica molto particolare. Dopo la finale persa in Coppa Europa, il Parmaclima ha subito una vera e propria metamorfosi. Nella Poule scudetto ha perso 9 partite su 25 e si è qualificata solo come terza del girone. Delle nove sconfitte, addirittura tre sono state subite dal Grosseto, teoricamente la meno forte delle quattro qualificate. Quattro le sconfitte con San Marino, due delle quali di un punto, due contro Bologna. Ma a turbare il sonno del manager è il rendimento dei rilievi, per la verità cresciuto nelle ultime settimane e, soprattutto quello del line-up. Al di là delle medie, solo in quattro (Mineo a 373 con 4 fuoricampo, Joseph, .329 con tre homer, Luis Gonzales, .375 e Noel Gonzales .345) sono sopra media .300, a preoccupare è la grande difficoltà a produrre con i corridori in posizione punto. Chi invece sta rappresentando un punto fermo è il lanciatore Matteo Bocchi, che nella Poule scudetto si è rivelato il miglior lanciatore del campionato, con stile 16 valide concesse in 34 riprese e 30 strike-out, per una media PGL di appena 0.26, cosa rarissima nel nostro campionato. Sarà lui il partente di stasera.

A margine un clima, all’interno del gruppo, ma soprattutto tra squadra e allenatore, tra squadra e società, tra allenatore e società, non proprio ottimale. A proposito, particolarmente istruttiva è risultata un’intervista al presidente Meli, a firma dell’addetto stampa della società Gianluigi Calestani, sulle pagine del “foglio locale” Gazzetta di Parma. Tra le righe il presidente attacca, nemmeno troppo velatamente, i suoi leader: “Siamo una squadra giovane, che mancano un po’ di esperienza e la figura di un trascinatore” le sue parole. Che sembrano, appunto, un’accusa a chi trascinatore lo dovrebbe essere, per qualità ed esperienza. Più probabilmente a Desimoni e Sambucci, più difficilmente a Mineo, che tutto sommato sta facendo il suo e al capitano Sebastiano Poma, che ha recuperato completamente dall’infortunio e sta sensibilmente crescendo di condizione e rendimento. Su di loro la società prenderà una decisione a bocce ferme e per farlo, si aspetta un aiuto dal suo allenatore: “Saccardi ci deve aiutare a fare scelte corrette non solo nell’immediato, ma anche in prospettiva”. Che potrebbe essere tradotto così “Noi vogliamo far fuori i veterani, sei dalla nostra o scegliamo un altro manager?”, oppure così: “Quali sono i giocatori che vorresti lasciare e con chi vorresti sostituirli?”.

Quale che sia il significato di questa affermazione lo scopriremo al termine della stagione: “Adesso è il momento di concentrarci sui play-off, una partita alla volta e fare del nostro meglio, poi vedremo” è il mantra che filtra dalla società e dallo staff tecnico.

Si comincia dal Nettuno, in attesa di buone notizie dal…Messico. La squadra di Alex Liddi, le Guilas di Veracruz, sotto 3-0 nella serie contro Puebla, hanno vinto la quarta e quinta partita con un contributo determinante del battitore sanremese e potrebbero andare avanti nei Play-off. Domani ed eventualmente dopo domani le ultime sfide degli ottavi. Se le Aguilas passassero il turno tramonterebbero le speranze di vedere Alex con la divisa del Parmaclima. Dovessero invece uscire dalla post season, Liddi salirebbe sul primo aereo e sarebbe disponibile per le semifinali contro Bologna, nel caso Parma si qualificasse.

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