Cominciamo con il dire che il Parmaclima è molto, molto, molto più forte del Macerata, che il Macerata è in chiaro debito di ossigeno con i lanciatori e che quindi abbia usato tutto quello che ero era in suo possesso per guadagnare giorni di riposo e spostare più avanti possibile la disputa di Gara-6. Va però precisato e sottolineato che la società marchigiana non ha fatto nulla che non sia all’interno del regolamento. La circolare attività agonistica, stilata dal consiglio federale in base a quello che era emerso negli incontri effettuati con tutte le società del massimo campionato, prevede infatti che in caso di allerta meteo nella zona in cui è in programma un incontro, la società ospite possa chiedere di non effettuare il viaggio e quindi il posticipo dell’ìincontro. Non fa differenza che l’allerta riguardi la provincia o la città di riferimento. Una regola che ha in questo caso favorito il Macerata, così come il Parma aveva tratto vantaggio dai rinvii che nel 2018 avevano costretto il posticipo per due giorni di fila di Gara-5 contro il Rimini, permettendo il recupero di Casanova e Garcia, che non sarebbero mai stati disponibili nel caso la sfida si fosse disputata nel giorno previsto. Con la differenza che quella volta Parma si dovette sobbarcare due viaggi inutili. Soprattutto questa regola svantaggerà che approderà alla serie finale, con soli due o massimo tre giorni di riposo. Non sarà infatti concesso alcuno spostamento dell’inizio dell’Italian Baseball Series, prevista per domenica 24 agosto.
Per quanto riguarda l’incontro di questa sera, come Macerata potrà usufruire di due giorni di riposo in più per il partente Moreno, anche Parma ne guadagnerà avendo a disposizione praticamente tutti i suoi lanciatori. Compreso Matteo Bocchi, che ieri ha effettuato una sessione di lanci e che, volutamente, la società ha mostrato attraverso le proprie pagine social.
Questa sera si gioca, dunque e le polemiche non contano più. In queste ore sicuramente lo staff tecnico avrà fatto le dovute riflessioni in merito alle risultanze delle ultime sfide e quindi a eventuali correttivi nella formazione che, però, crediamo alla fine non ci saranno. I due giorni di riposo in più sono serviti sicuramente anche a chi avrebbe forse avuto bisogno di uno stacco.
Qualche giorno fa il sottoscritto ha voluto fare una sorta di gioco attraverso facebook, pubblicando un’ipotetica formazione che tenesse conto delle risposte fornite dalla squadra negli ultimi incontri. Non voleva essere una critica ne a chi ha messo in campo la squadra, ne ai giocatori che in alcuni casi non si sono espressi ai livelli attesi. Ma ovviamente qualche critica, prevedibile, c’è stata.
Premettiamo che sostanzialmente le formazioni schierate nel corso dei play-off fino a questo momento sono da ritenersi sostanzialmente corrette, perché stilate soprattutto in base a quello che aveva detto il campo durante la stagione. Non si poteva avere la sfera di cristallo per prevdere che qualche giocatore avrebbe reso al di sotto delle aspettative. Abbiamo però voluto simulare un tipo di schieramento che tenesse conto di ciò che invece è cambiato in particolare nelle ultime due gare.
Così abbiamo ipotizzato alcuni spostamenti nel line-up e un paio di esclusioni “clamorose”.
Andiamo con ordine: al primo posto del line-up abbiamo spostato Desimoni: è il capitano, almeno a parole il manager lo ritiene il leader della squadra, ha sempre giocato come lead-off per diciotto dei suoi ventanni in serie A e soprattutto, tolto Angioi, è il giocatore che nella serie di semifinale ha la miglior media arrivi in base. La sua caratteristica principale non è quella di battere a casa punti (ne ha battuti a casa poco più di 200 in vent’anni di carriera, cioè poco più di dieci in un anno..), bensi quella di creare i presupposti per segnarli. Meglio primo che sesto, dunque, anche se in un momento in cui la squadra fatica a concretizzare (questo il motivo per cui era stato messo sesto). Meglio sicuramente, in questo momento, di un Battioni che dopo le prime due gare di semifinale non ha più battuto valido e ha visto abbassare sensibilmente la sua media arrivi in base. Abbiamo deciso di inserire il capitano anche all’eterno centro. Perché riteniamo che sia la sua posizione naturale e che se lo si considera il leader della squadra, deve giocare nel suo ruolo, se mai si spostano altri. Ma pare che il tecnico ritenga che al centro siano meglio altri. Entriamo quindi nel campo della soggettività e quindi è assurdo discuterne. Noi faremmo così.
Al secondo posto abbiamo messo Angioi perché, pur essendo un ottimo lead-off, ha dimostrato di essere uno dei pochi in grado di battere valido con continuità e poter far avanzare i compagni in tutti i modi (valida, bunt, batti e corri, sacrificio…). Dal terzo al sesto spot abbiamo messo Noel Gonzales, Luis Gonzales, Liddi (prima base) e Encarnation (terza base). Per i primi tre l’ordine è indifferente. Al settimo posto abbiamo messo Astorri. Schierato designato, seguito da Ascanio, schierato a destra. Anche invertire i due ruoli è un’ipotesi condivisibile. Al nono posto del line-up la novità che ha destato, come era prevedibile, le maggiori critiche: Monello, ricevitore, con l’esclusione (specificando che si trattava solo di una partita) del titolare Mineo. E’ indiscutibile che Alberto sia il giocatore di maggior talento della squadra. Oltre ad essere un ricevitore fuori dal comune (lo dimostrano diversi out in seconda e non solo), ha il miglior giro di mazza, ha la potenza per andare in fuoricampo, può risolvere la partita con un solo giro di mazza. Il problema è che molto spesso quando la partita è decisiva non riesce a farlo. Oltretutto viene da un infortunio ed è stato catapultato immediatamente nei play-off. Logico che ne risenta, soprattutto dopo aver ricevuto cinque partite su cinque (più i quarti di finale), tre delle quali consecutive. Forse sarebbe stato più logico farlo riposare in gara-4 o Gara-5, ma probabilmente, spostandolo in basso nel line-up si sperava di togliergli un po’ di pressione dei lanciatori. In considerazione del fatto che questa squadra fortunatamente di battitori potenzialmente decisivi ne ha altri e che le sue caratteristiche mal si sposano con la necessità di sacrificarsi per la squadra (si può togliere la mazza a un giocatore come Mineo? Non lo so…), mentre invece, al contrario, la sua esperienza in minor league lo porta ad essere più un battitore “di media”, cosa che non gli si può assolutamente contestare (batte più di 300). In ragione di queste considerazioni, abbiamo pensato che per Gara-6 potesse essere positivo per lui, tenerlo in panchina, pronto a subentrare come pinch-hitter e poi ovviamente in difesa, in caso di necessità, potendo subentrare praticamente a tutti i compagni, ad esclusione di Luis Gonzales e Angioi. Ovviamente, se ce ne fosse bisogno, sconsigliamo al manager di seguire il nostro esempio: un’eventuale sconfitta lo esporrebbe inevitabilmente a critiche pericolose. Meglio non rischiare. Noi, però, dall’esterno potevamo ipotizzare quella che potrebbe essere una soluzione che privilegia l’utilizzo di un giocatore più “gregario” come Monello, a discapito di potenza e ovviamente di affidabilità dietro il piatto.
I due giorni in più di riposo, chiaramente hanno permesso ai giocatori più in difficoltà (a guardare il rendimento in Gara-4 e 5 si sarebbe dovuta sostituire quasi tutta la squadra…) di staccare e riposarsi e quindi anche queste considerazioni lasciano alla fine il tempo che trovano.
Ad ogni modo il valore del Parmaclima è talmente superiore a quello di una buona squadra come il Macerata, da poter far dormire tranquilli i tifosi e lo staff tecnico. Le due sconfitte di Macerata sono arrivate in seguito ad una serie di coincidenze che difficilmente si ripresenteranno. In Gara-4 Parma probabilmente è scesa in campo stanca e troppo sicura di essere ad un passo dalla finale. Non sappiamo se l’esclusione di Desimoni e Ascanio sia stata di natura tecnica, dovuta ad infortuni (sappiamo che Desimoni aveva avuto un piccolo acciacco) o semplicemente per farli rifiatare. Nel primo e terzo caso è stata una scelta infelice, non tanto dal punto di vista tecnico, quanto per il messaggio inconscio trasmesso inconsapevolmente alla squadra. Qualcosa del tipo “se possiamo far riposare giocatori importanti, ormai il più è fatto”, che si è rivelato un boomerang. Si trattava di una gara “pari”, quindi teoricamente ininfluente, ma sapendo che già nelle sue due esibizioni precdenti Matteo Bocchi aveva avuto dei problemi fisici e che Scotti era appena rientrato da un infortunio, sarebbe stato preferibile evitare di arrivare a giocare Gara-5. Quando poi, per la serie “se deve andar male, va male sicuramente”, si sono verificate tutte quelle coincidenze negative che hanno condizionato il risultato. Prima l’infortunio di Bocchi, poi la contestata chiamata arbitrale a casa base (abbiamo visto e rivisto decine di volte il video e non siamo riusciti a prendere una decisione, anche se tendenzialmente viene da dar ragione all’arbitro, in quanto il tocco è stato effettuato all’altezza dell’avambraccio del corridore, con la mano probabilmente già sul piatto), poi l’ingenua espulsione anche di Scotti. Addirittura due incomprensioni tra gli esterni. Nella prima Battioni era completamente fuori posizione (forse perché ci si aspettava una battuta a destra), nella seconda la colpa è di Desimoni che ha cercato di prendere una battuta di competenza dell’esterno centro, probabilmente memore dell’episodio precedente. Anche questo ci fa propendere per lo schieramento al centro del veterano, nonostante la grande stagione disputata da “Tommy”, che però nel ruolo necessita ancora di esperienza. E nelle sfide dei play-off spesso risulta determinante. Infine l’abulia di diversi battitori, aturno, ogni qual volta si è presentata la necessità di spingere a casa i punti che riaprissero una sfida per la verità apparsa ormai segnata.
Stasera di riparte da zero, riposati, speriamo anche con la mente libera. Parma ha il dovere di tornare subito quella macchina perfetta che si era dimostrata sia nei quarti di finale che nei primi tre incontri di semifinale. Una squadra sicura di sè, che non incantava magari, ma che non sbagliava nulla in difesa, che colpiva, anche con potenza nei momenti giusti, che faceva quello che era necessario fare in ogni momento della partita, senza soffrire praticamente mai. Se vedremo in campo quella squadra non ci saranno ne’ Macerata, ne giorni di riposo che tengano: Parma andrà in finale. Diversamente, potrebbero iniziare i problemi.

























